Una strada messapica che termina con una piazza cerimoniale circondata da gruppi di tombe che si affacciano sul mare. Non soltanto una necropoli, dunque, ma forse il luogo dove terminavano le cerimonie funebri degli aristocratici della città. È la nuova importante scoperta realizzata nell'area della necropoli messapica in località Monte d'Elia, ad Alezio, durante alcuni scavi nell'ambito di un'indagine archeologica avviata il 20 luglio scorso (a distanza di quasi quarant'anni dai primi scavi eseguiti all'inizio degli anni '80) e condotta dall'Università del Salento, con la collaborazione del Comune di Alezio e del Cnr di Lecce, su concessione del Mibact, il ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo. Una via ed una grande pavimentazione su cui affacciano vari gruppi di tombe, ma non solo. Durante i recenti scavi sono stati ritrovati anche alcuni frammenti ossei, che si trovavano accanto ad un sarcofago. Quest'ultimo sarà completamente portato alla luce nei prossimi giorni, per capire se si tratti di una tomba già investigata in passato. La storia dell'area archeologica, infatti, è travagliata: «Scoperta negli anni Ottanta spiega il sindaco Andrea Barone la necropoli venne reinterrata negli anni Novanta su decisione della Soprintendenza. Poi, nel 2000, venne riportata alla luce. Dopo tanti anni si è tornati a scavare per indagare: questa seconda campagna potenzierà e riqualificherà l'intera area archeologica». La ripresa degli scavi a distanza di decenni permetterà, grazie ai nuovi sistemi d'indagine di cui oggi si dispone, di integrare i dati già in possesso con una nuova serie di informazioni. I risultati delle nuove scoperte che saranno effettuate nei prossimi mesi consentiranno, così, di ricostruire l'antico paesaggio e le funzioni della probabile area cimiteriale. Per gli studiosi si tratta di una scoperta importante, "perché sostiene Giovanni Mastronuzzi, docente di Archeologia di UniSalento e direttore degli scavi finora è stata documentata la presenza di piazze o agorà con funzioni commerciali (come a Vaste) o lungo le strade (come a Manduria), ma mai con questa funzione funeraria e, peraltro, con vista mare, che storicamente rappresenta il simbolo del viaggio ultraterreno, del trapasso dal mondo dei vivi a quello dei morti. Le processioni funerarie sono documentate iconograficamente sui vasi degli antichi, queste scoperte potrebbero esserne la prova».