La storia di Palazzo Carignano è fatta di sovrapposizioni, rispecchiate dall'attuale «condivisione» degli spazi con il Museo del Risorgimento, che occupa quasi l'intero piano superiore e talvolta viene confuso con l'ex residenza reale. Eppure, a ben vedere, il palazzo ha molto di suo da raccontare. Voluto da Emanuele Filiberto, detto «il muto» per via della sua sordità e delle conseguenti difficoltà comunicative, l'edificio fu espressione della smisurata cultura del nobile, secondo Principe di Carignano, che fece della sua disabilità uno stimolo contro i pregiudizi della famiglia. Sposato con Caterina d'Este contro il volere di Luigi XIV, al punto da essere esiliato per un periodo da Torino, commissionò a Guarino Guarini la costruzione di Palazzo Carignano, avviata nel 1679, e più avanti la sua decorazione a cura del pittore Stefano Maria Legnani, meglio noto come Legnanino. È una storia fatta di cultura, relazioni con altre città, soluzioni architettoniche innovative e volontà di celebrare la propria grandezza, vezzo comune alla nobiltà europea, il che rese Torino una città all'avanguardia in campo artistico. Questa storia, oggi, è conservata tra le pareti di Palazzo Carignano, soprattutto nelle volte affrescate dal Legnanino, che da domani, ogni sabato e domenica fino al 31 ottobre, potranno essere ammirate anche nella parte non accessibile al pubblico. Si tratta dell'Appartamento di Mezzanotte, chiamato così perché rivolto a nord, opposto all'Appartamento di Mezzogiorno, rivolto a sud, dove già si sviluppa il normale percorso di visita. Nei prossimi weekend, anche la zona «di mezzanotte», che ora ospita gli uffici della Direzione regionale dei musei del Piemonte cui afferisce Palazzo Carignano , sarà visitabile dalle 10 alle 18. «Mi è sembrato opportuno spiega la direttrice, Chiara Teolato, alla guida dell'ex residenza da un anno e mezzo aprire al sabato e alla domenica alcune sale, dove c'è già un progetto di recupero come spazi museali. Tra autunno e inverno avevamo già realizzato una nuova illuminazione del corridoio». Il passaggio, sul quale si affacciano i diversi ambienti dell'Appartamento di Mezzanotte, è una delle tre parti visitabili in via straordinaria, oltre alle prime due sale con splendide volte affrescate nelle quali si nota, come sottolinea la direttrice, una predisposizione architettonica ai dipinti. Guarini, in sostanza, aveva previsto le decorazioni già in fase progettuale. «L'architettura sottolinea Chiara Teolato viene predisposta per essere dipinta. La pittura viene effettuata per quadrature, il Legnanino lavora con i fratelli Grandi, esperti di questa tecnica, con scene mitologiche che possano celebrare la figura del committente». L'aggiunta di questa parte al percorso di visita consente di completare la genesi storica di Palazzo Carignano, ma rientra in un più ampio progetto di estensione degli orari. L'ex residenza reale, infatti, sarà aperta anche ogni primo e terzo lunedì del mese dalle 9 alle 14. L'incoraggiante afflusso di pubblico delle prime settimane di riapertura ha indotto la Direzione regionale dei Musei, al momento guidata ad interim da Enrica Pagella, ad allargare gli orari di quasi tutte le sedi. Fino al 5 ottobre aprirà tutti i giorni anche la Villa della Regina, mentre fino al 13 settembre il Castello di Agliè adotterà l'orario continuato di domenica e il 15 agosto, con apertura straordinaria al giovedì dal 17 settembre al 22 ottobre. Nuove date e orari più lunghi anche per Castello di Racconigi, Castello di Serralunga d'Alba e Forte di Gavi, ma per i dettagli è disponibile il sito web ufficiale (polomusealepiemonte.beniculturali.it), con le modalità di prenotazione delle visite.