«Quello che è successo lunedì sera conferma che è necessario iniziare i lavori prima possibile, perché ormai le acque alte ci sono anche fuori stagione. La decisione della Salvaguardia comunque ci tranquillizza». I tempi continuano a essere stretti e il primo procuratore di San Marco Carlo Alberto Tesserin è preoccupato. Due notti fa la marea è salita a 104 centimetri in mare record assoluto ad agosto e a 94 a Punta della Salute (quarta di sempre) e quindi l'acqua è tornata nel nartece, cioè l'atrio della Basilica con i suoi preziosi mosaici, che va sotto con 88-90. «Ogni volta che l'acqua salata entra ci sono dei danni», allarga le braccia Tesserin. Ma proprio ieri c'è stato un altro «timbro» nell'iter del progetto della barriera di vetro che dovrebbe difendere la Basilica dall'acqua che entra «per scavalco» dalla piazza. La commissione di Salvaguardia, dopo aver ascoltato l'illustrazione del progettista Daniele Rinaldo, ha dato il via libera, con due sole postille: da un lato la Soprintendenza si è astenuta in attesa del parere dei due comitati tecnico-scientifici del ministero dei Beni Culturali (gli stessi che avevano dato l'ok al primo progetto, chiedendo però un'armonizzazione con le linee della Basilica); dall'altro si è convenuto di chiedere al prefetto un Comitato per l'ordine e la sicurezza, per valutare la larghezza dei varchi e anche il famoso «leggio» ideato dall'archistar Stefano Boeri, un elemento in acciaio inox che, in caso di «fuggi fuggi» dalla Basilica potrebbe diventare pericoloso. Una corsa contro il tempo, insomma. «Io confido ancora che ce la possiamo fare per l'autunno», dice il provveditore Cinzia Zincone. Ci vorranno circa tre mesi di lavori e quindi se si cominciasse oggi le barriere potrebbero essere pronte per novembre. «Si potrebbe iniziare subito con lo scavo archeologico e le opere di fondazione - spiega Rinaldo - Inoltre ora ci sono pochi turisti e si potrebbe lavorare su aree più ampie, riducendo i tempi. Più avanti si va, invece, e più ci potrebbero essere rallentamenti nei cantieri a causa delle acque alte». Si era parlato anche di prefabbricare alcuni elementi altrove, ma questo potrebbe creare delle difficoltà. La commissione ha preso atto della necessità dell'intervento, mentre a Venezia c'è chi dice che la barriera è inutile e costosa (circa 3 milioni), essendo provvisoria. Ma ieri è stato spiegato che potrebbe essere necessaria anche in una fase successiva, per verificare il funzionamento degli altri sistemi di difesa, a partire dal Mose: nel caso di eventi estremi come il 12 novembre scorso o qualora ci fossero dei problemi nel sollevamento delle dighe. La Procuratoria non si ferma, comunque. Dopo aver ideato la difesa del nartece con il restauro dei cunicoli e mini-paratoie per bloccare l'acqua di risalita, che lo difendono con maree tra i 65 centimetri e gli 88-90 di cui sopra e questo, è in corso di progettazione anche la difesa del lato del rio della Canonica. Ci sta lavorando sempre l'ingegner Rinaldo e l'intervento stimato è di circa 500-600 mila euro, che dovrebbero essere a carico della Procuratoria, visto che si tratta di aree e beni della Basilica. «Stiamo studiando un sistema di paratoie mobili per proteggere tutte le aree in cui l'acqua può entrare sia dalla parte nostra, che da quella del Patriarcato, anche per difendere il cortile interno che è molto basso», continua Tesserin. In occasione del 12 novembre proprio da quel lato era entrata l'acqua che ha inondato la cripta: ma quella volte era stata talmente alta da entrare da una finestra.
Venezia. Barriere, dubbi sulla sicurezza. Paratoie per difendere la cripta
La Salvaguardia ha dato il via libera al progetto di barriera di vetro per difendere la Basilica di San Marco dall'acqua salata che entra per scavalcare dalla piazza. La commissione ha preso atto della necessità dell'intervento e ha richiesto un Comitato per l'ordine e la sicurezza per valutare la larghezza dei varchi e il leggio ideato dall'archistar Stefano Boeri. Il progetto prevede di iniziare i lavori subito e di completarli entro novembre. La Procuratoria ha già ideato la difesa del nartece con il restauro dei cunicoli e mini-paratoie per bloccare l'acqua di risalita. L'intervento stimato è di circa 500-600 mila euro.
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