ISERN1A - «La prima grande ricchezza del Molise è il basso livello di criminalità di sangue». Così il Ministro dei Beni e Attività Culturali, Rocco Buttiglione, che, con il suo intervento alla tavola rotonda su «Beni Culturali: un'occasione di sviluppo», ha chiuso la Prima Festa Regionale dell' Udc, a Venafro. «Questa regione - ha detto il Ministro - è al centro di una pluralità di itinerari che avrebbero un elevato valore culturale e turistico.. C'è l'itinerario dei tratturi, ma c'è anche l'itinerario dell'antichità romana e della storia francescana e benedettina. Che in Molise avrebbe un perno forte. Bisogna lavorare con le altre regioni Campania, Lazio, Puglia e Abruzzo. Il Molise, e l'Italia in generale, non ha solo montagna, sole e mare. Ha una quarta gamba che è quella dei siti in cui e è la nostra storia. La quarta gamba può essere costruita solo con un offerta turistica integrata. «Tuttavia c'è gente - ha proseguito Buttiglione riferendosi alla Finanziaria - che pensa che quando le cose in economia non vanno tanto bene la prima cosa da tagliare sono i Beni Culturali. Non è cosi. L'uomo senza cultura muore. Se proprio vogliamo avere una mentalità economicistica ricordiamoci che il turismo che cresce in Italia è il turismo dei Beni Culturali. E' cresciuto del 4 nell'ultimo anno. Noi potremo attivare nuovi posti di lavoro nel settore. Investire nei beni culturali è un dovere morale, ma anche un investimento economico». Tra i relatori della tavola rotonda anche il capogruppo regionale Udc, Aldo Patriciello, il sindaco delia città Vincenzo Cotugno, l'On. Remo Di Giandomenico, il consigliere regionale Ds, Antonio D'Ambrosio, e il Direttore Regionale Beni Culturali, Ruggero Martinez. Quest'ultimo è stato «rimproverato» dall'ex-consigliere comunale della Margherita Franco Valente per la vicende di Castel San Vincenzo, dove temporaneamente un tratto del fiume Volturno è stato intubato. Il Ministro Buttiglione ha difeso l'operato di Martinez e della Soprintendenza come istituzione, poi ha allargato il campo con un'analisi dello stato dei Beni culturali in tutta Italia. Ne è venuto fuori un quadro a tinte fosche anche laddove i beni culturali sono meglio conservati. «Questo perché - ha affermato Buttiglione - manca un lavoro sinergico tra Stato ed Enti locali e, perché no, anche il contributo dei privati per istituire Fondazioni in grado di invertire l'attuale tendenza».