ROMA. Si terrà oggi a Roma il chiarimento tra lo Stato e la Regione Friuli Vg per il trasferimento della gestione dei beni storici e archeologici dopo l'improvvisa marcia indietro del Governo che ha cancellato l'accordo raggiunto. Ben diverso l'esito, invece, del confronto sulle caserme dismesse: si tratta di 36 edifìci che, forse già oggi saranno dati in gestione alla Regione. Ma il nodo da sciogliere riguarda la possibilità per la nostra Regione di intervenire in materia di promozione e valorizzazione, anche turistica, dei beni ambientali, culturali e archeologici da Aquileia a Palmanova. Il Governo ha infatti dato notizia della marcia indietro, giorni fa alla Commissione paritetica, strumento preposto al trasferimento di beni e funzioni dallo Stato alla regione e ai Comuni, e di cui fanno parte Giulio Camber nella qualità di presidente, Renzo Travanut, Marzio Strassoldo e Franco Richetti. Notizia che ha lasciato di stucco gli interessati visto che in sede tecnica tra Stato e Regione era stato trovato una accordo proprio su questo trasferimento, tanto che Camber aveva già convocato per oggi 19 la Paritetica proprio per discutere e approvare il testo del trasferimento già concordato. Con quella decisione la Regione sarebbe potuta finalmente intervenire per la valorizzazione turistica di tanti beni per i quali lo Stato si limita ormai a fare solo opera di conservazione. La marcia indietro si è manifestata con una lettera dello stesso ministero dei Beni culturali, che con altri funzio-nari aveva partecipato al tavolo e siglato l'accordo, che poi per motivi incomprensibili qualcuno, all'interno dello stesso ministero, ha rimesso in discussione. «Questo governo - è il commento di Travanut- sta stracciando ogni rapporto con la Regione e non rispetta e soprattutto non mantiene gli accordi presi in precedenza. Pochi giorni fa, a un convengo dell'Unesco per la valorizzazione di Aquileia -insiste Travanut - dove tra l'altro si era discusso di istituire una Fondazione per valorizzare Aquileia, ho posto il problema al sottosegretario Martuscello riferendogli che l'accordo, già sottoscritto per il trasferimento dei beni, era saltato senza una spiegazione. Gli ho chiesto pure di intervenire a nostro favore, ma non mi ha risposto. Ho avuto l'impressione che non fosse neppure al corrente di questo ennesimo pasticcio». Ma sempre dalla paritetica è arrivata, giorni fa, anche una notizia positiva. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il trasferimento delle 36 caserme dismesse a favore di comuni del Friuli Vg potrà essere effettuato gratuitamente anche subito.
Friuli Venezia Giulia: lo Stato ci assegni i beni culturali
Oggi a Roma si terrà un chiarimento tra lo Stato e la Regione Friuli-Venezia Giulia per il trasferimento della gestione dei beni storici e archeologici dopo la marcia indietro del Governo. Il Governo aveva cancellato l'accordo raggiunto con la Regione. Il nodo da sciogliere riguarda la possibilità per la Regione di intervenire nella promozione e valorizzazione dei beni ambientali, culturali e archeologici. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il trasferimento delle 36 caserme dismesse a favore di comuni del Friuli-Venezia Giulia potrà essere effettuato gratuitamente anche subito.
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