Spente le luci - della ribalta e delle luminarie - restano ancora accese le polemiche. Dopo la sfilata di Dior, che ha scelto Lecce e la Puglia per presentare la sua nuova collezione, infatti, arriva la «tirata d'orecchie» da parte della Soprintendenza per i Beni culturali, che bacchetta la Curia ed il Comune per la comunicazione - tardiva e carente - relativa all'allestimento delle luminarie in piazza Duomo, che ha fatto da cornice all'evento della maison francese d'alta moda. Già contestate da una parte della popolazione e da ex amministratori della città, critici verso la loro installazione a mo' di festa patronale perché oscuravano la bellezza architettonica della piazza barocca, le luminarie montate per la manifestazione «Dior Cruise 2021» sono finite anche al centro di una lettera della Soprintendente Maria Piccarreta, che ha lamentato - tra le altre cose - il mancato rispetto della tempistica procedurale che consentisse agli uffici ministeriali la valutazione della proposta. L'istanza della Curia, infatti, anziché pervenire almeno entro trenta giorni prima dell'evento, è giunta soltanto il 17 luglio - tre giorni prima della sfilata e dopo tre giorni dall'inizio dei lavori d'installazione - peraltro priva di qualsiasi nota del comune di Lecce che facesse riferimento alla procedura autorizzativa richiesta. L'ente ecclesiastico e quello comunale, tuttavia, pur tirati in ballo, si sono trincerati nel silenzio. Ad innescare la dura reazione della dirigente dell'organo ministeriale - rammaricata della «possibilità negata di un'interlocuzione preventiva dell'organizzazione dell'evento», nonostante la sua portata mediatica ed il suo annuncio a mezzo stampa da tempo - è stato un esposto dell'associazione «Italia Nostra» (sezione sud Salento), che si batte per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali, tutelandoli da danni fisici e d'immagine. Se avesse avuto il tempo di esprimersi, probabilmente la Soprintendenza avrebbe bocciato le luminarie. Perché nella missiva si fa riferimento ad una tipologia di allestimento «completamente avulsa dal contesto storico tutelato, anacronistica e riduttiva dello scenario architettonico della piazza di eccezionale rilevanza». Volenti o nolenti, però, ormai è andata. Con tanto di rimprovero e di auspicio che si ripristini la correttezza che finora ha caratterizzato i rapporti con la diocesi del capoluogo salentino. Dal canto loro, come detto, sia la Curia che il comune di Lecce sono stati interpellati sull'accaduto, ma hanno preferito non replicare a quanto scritto dalla Sovrintendenza: l'eco mondiale dell'evento targato Dior, visto in streaming da milioni e milioni di persone, evidentemente val bene una strigliata.
Lecce. Sfilata di Dior, Comune e Curia nella bufera
La Soprintendenza per i Beni culturali ha criticato la Curia e il Comune di Lecce per la comunicazione tardiva e carente relativa all'allestimento delle luminarie in piazza Duomo per la manifestazione Dior Cruise 2021. Le luminarie erano state installate a mo' di festa patronale, oscurando la bellezza architettonica della piazza barocca. La Soprintendente Maria Piccarreta ha scritto una lettera lamentando il mancato rispetto della tempistica procedurale e la mancanza di una nota del comune che facesse riferimento alla procedura autorizzativa richiesta.
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