L'UNICITÀ di Siena, che si basa sul dialogo fra città e paesaggio, sul profilo inciso sul crinale. Quel paesaggio che ora è a rischio strade, viadotti ferroviari e parcheggi e quelle storture, piccole ma numerose, anche dentro le mura, che ai senesi veri proprio non vanno giù. Questi i temi principali al centro del convegno che ieri a Siena ha visto Italia Nostra«fare una ricognizione dello stato dell'arte della difesa della città e del paesaggio che la contorna - dice il presidente del Consiglio Toscano, Nicola Caracciolo - e fermarsi a riflettere sul valore culturale di Siena e su cosa fare per conservarla così preziosa». Da Franco Sestini e Pierluigi Olla arriva una carrellata di foto documentarie sulla città e sui suoi dintorni per mettere a fuoco i restauri ben fatti e i particolari da bocciare, come Palazzo Sansedoni ottimamente restaurato ma tinteggiato della tonalità sbagliata, troppo violento nella visione d'insieme di piazza del Campo, come quei ganci per i ponteggi fatti proprio sui fregi delle facciate dei palazzi della città, come le buche pontaie tamponate o le antenne pa-raboliche abusive sui tetti senesi. Fra le costruzioni bocciate - «secondo la nostra sensibilità, ovviamente» precisa Olla - ci sono la sovra-dimensionata sede universitaria di via Dei Tufi, la scala mobile di Via del Costone e la ristrutturazione della stazione dell'architetto Mazzoni, mentre altre volte è solo una questione di particolari, «di insensibilità estetica e storica». Cosilo sguardo si sofferma sui microinterventi, sul foro per l'areazione per il gas che sfonda l'arco o rovina i fregi in cotto piuttosto che sui drappeggi di cavi sulle facciate o sulla porta allargata per accedere al garage, distruggendo l'arco originale e "imbottendo" di plastica i lati della porta per non graffiare la macchina. Da contradaioli a contradaioli anche una notazione di demerito per i riflettori fissi sui palazzi in varie parti della città: «Basterebbe metterli solo in occasione delle feste» dice Olla, mentre agli amministratori è indirizzato il messaggio di «nascondere le strutture brutte e invasive dei telepass». Nei dintorni di Siena. Da un lato l'attenzione si sposta sui contrasti, come nel caso del ponte del Quattrocento in località Due Ponti soffocato dal nuovo ponte in cemento armato - per Italia Nostra «bastava costruirlo una ventina di metri più lontano» -dall'altro il danno può essere l'abbattimento degli ulivi e lo scasso che sono stati necessari per ampliare la strada al Cimitero dell'Osservanza o la rinnovata concessione per le cave di inerti a Pianella e Rondinella nella Val d'Arbia.
Italia Nostra mette in guardia dai rischi che corre Siena
Il convegno "Siena, città e paesaggio" ha visto la partecipazione di Italia Nostra per una ricognizione dello stato dell'arte della difesa della città e del paesaggio circostante. Il presidente del Consiglio Toscano, Nicola Caracciolo, ha sottolineato l'importanza di conservare la città e il suo paesaggio. Le foto documentarie presentate hanno evidenziato i restauri ben fatti e i particolari da bocciare, come la sovra-dimensionata sede universitaria di via Dei Tufi e la ristrutturazione della stazione dell'architetto Mazzoni. Altri interventi bocciati sono stati quelli che hanno distrutto l'arco originale e "imbottito" di plastica la porta allargata per accedere al garage.
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