SOPRINTENDENTE Antonio Paolucci, davvero Firenze non basta più a se stessa, tanto da spostarsi a Roma a presentarele sue mostre? «Firenze basta eccome, ma vuole una platea internazionale per dare maggior eco e risonanza alle sue iniziative, perché le cose più belle e importanti in Italia le facciamo noi». Già, rispolverando ancora una volta le glorie del patrimonio d'arte del passato: sette mostre tutte sull'arte antica. «Abbiamo già fatto alla Galleria dell'Accademia una mostra sull'arte contemporanea rompendo un tabù secolare e provocando scandalo. Ebbene da Kounellis a Furini abbiamo in mano carte da giocare a tutto tondo e non siamo passatisti. L'operazione fatta all'Accademia è stata di grande utilità didattica, perché ha fatto conoscere e capire la discontinuità al popolo dei musei che non sa nulla di arte contemporanea». Le mostre prevedono un budget di 5 milioni di euro. In tempi di ristrettezze e tagli alle spese di gestione ordinaria dei musei, non è una cifra eccessiva da investire in manifestazioni temporanee? «Se non si fa nulla tutti ci attaccano. Se si fa, si brontola perché spende troppo. No, 5 milioni di euro non sono molti per dare una scossa al turismo stanco di questo ultimo anno. Si avverte stanchezza, disaffezione e persi-no maleducazione. Certo ci sono meno soldi e arriva meno gente. Diciamo che vogliamo adottare una terapia d'urto: è sempre meglio la grande storia del passato di quella brutta del presente». Ci può illustrare i temi scelti per le sette esposizioni da questo autunno a quello del 2006 ? «Nel titolo di "Un anno ad arte" si raccoglie una rassegna interamente dedicata a Francesco Furini, il primo grande pittore fiorentino del '600, che si terrà al Museo degli Argenti. C'è poi l'omaggio a Louis Siries, imprenditore francese messo a contratto dal granduca lorenese che dette inizio alla stagione più grande delle manifatture dell'Opificio: per questa mostra arriveranno opere dall'estero e da vari musei italiani e si terrà nella Palazzina della Meridina di Pitti. Ci sarà anche una curiosa esposizione agli argenti su avori, cammei e dipinti riuniti nel titolo accattivante di "Mythologica et Erotica». Il Bargello celebrerà Giambologna, il gigante della cultura che permise allo stile fiorentino di conquistare il mondo alla fine del '500, il modello della sua statua equestre in piazza Signoria sarà replicato ovunque, rappresenta l'epoca in cui Firenze da le carte a tutti per l'ultima volta. Poi toccherà anca Leonardo da Vinci agli Uffizi e all'iniziatore della pittura rinascimentale Lorenzo Monaco all'Accademia, infine concluderemo alla Galleria Palatina a Anna Maria dei Medici, all'Elettrice Palatina che ha donato a Firenze il suo patrimonio d'arte». Nel frattempo tutto tace sui lavori dei Nuovi Uffizi e sul destino della Loggia Isozaki. «Già. Lunedì prossimo sarà qui il ministro Rocco Buttiglione per un convegno sui primi cento anni del regolamento della tutela dei beni culturali, forse ci dirà qualcosa. A giorni poi apriremo al pubblico i nuovi bagni nei sotterranei della Galleria».
Paolucci sfodera i muscoli:
Il sottosegretario Antonio Paolucci sostiene che Firenze non basta più a se stessa e che vuole una platea internazionale per promuovere le sue iniziative. Ha già presentato mostre sull'arte antica a Roma e vuole fare altrettanto a Firenze. Le mostre prevedono un budget di 5 milioni di euro, considerato una cifra ragionevole per promuovere il turismo. Il ministro Rocco Buttiglione sarà presente a un convegno sui primi cento anni del regolamento della tutela dei beni culturali. Inoltre, i nuovi bagni nei sotterranei della Galleria saranno aperti al pubblico a breve.
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