(d.p.) Su autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, il prezioso miliare romano del 252 a.C. dal 1991 si trova custodito nel museo civico di Corleone. Fino ad oggi, però, non pare che la sua scoperta sia stata valorizzata pienamente. Adesso, il Rotary Club di Corleone, per bocca del suo Past Presidente Giovanni Fierotti, si appella allo Stato e, personalmente, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, chiedendogli «che il cippo di Aurelio Cotta con la sua epigrafe venga registrato e classificato nel patrimonio archeologico della nostra Nazione, perché non avvenga che altri se ne arroghino il privilegio». Sarebbe un modo per salvaguardarlo e per farlo conoscere in Italia e in Europa, trasformando Corleone in un'interessante meta di turismo culturale
SICILIA: Il reperto è conservato nel Museo Civico
(d.p.) Su autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, il prezioso miliare romano del 252 a.C. dal 1991 si trova custodito nel museo civico di Corleone. Fino ad oggi, però, non pare che la sua scoperta sia stata valorizzata pienamente. Adesso, il Rotary Club di Corleone, per bocca del suo Past Presidente Giovanni Fierotti, si appella allo Stato e, personalmente, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, chiedendogli che il cippo di Aurelio Cotta con la sua epigrafe venga registrato e classificato nel patrimonio archeologico della nostra Nazione, perché non avvenga che altri se ne arroghino il privilegio.
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