Una petizione popolare per «tutelare il diritto della collettività a fruire delle spiagge e del mare in modo libero e gratuito». A promuoverla, raccogliendo circa 1100 firme, è stata l'Adoc, l'associazione dei consumatori nata in seno alla Uil. Alla base dell'iniziativa, la notizia relativa alla richiesta presentata dal gestore del «Tiburon Beach», ex Lido Signorino, per estendere la concessione demaniale lungo la più popolare ed affollata delle spiagge marsalesi, riducendo così gli spazi fruibili gratuitamente dai bagnanti. E per questo motivo, lo scorso 24 agosto, l'Adoc aveva già inviato una nota al Ministero delle Infrastrutture, alla Regione, alla Provincia, al Comune e alle Capitanerie di porto di Palermo e Trapani chiedendo di «non esitare favorevolmente la richiesta». Spiegando anche le ragioni del «no». Adesso, la petizione è stata inviata agli stessi indirizzi, nonché all'assessorato regionale al Territorio e Ambiente, all'Agenzia del Demanio, alla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, al Wwf e Legambiente. A condurre la «battaglia» è Giuseppe Amodeo, sindacalista marsalese della Uil responsabile provinciale dell'Adoc che nella lettera che accompagna la petizione sottolinea con forza «la prevalenza dell'interesse collettivo di ordine generale rispetto all'interesse singolo imprenditoriale». E il primo, ribadisce Amodeo, deve essere tenuto nel debito conto dalla pubblica amministrazione ogni qualvolta questa emette un provvedimento.
Petizione popolare di mille firme: le spiagge devono essere libere
Un'associazione dei consumatori, l'Adoc, ha lanciato una petizione per tutelare il diritto della collettività a fruire delle spiagge e del mare in modo libero e gratuito. La petizione è stata promossa dopo che un gestore di spiaggia ha richiesto di estendere la concessione demaniale, riducendo gli spazi fruibili gratuitamente. L'Adoc ha inviato una nota al Ministero delle Infrastrutture e alle autorità locali, chiedendo di non esitare a favorevolmente accettare la richiesta. La petizione è stata poi inviata a diverse autorità, tra cui l'assessorato regionale al Territorio e Ambiente, l'Agenzia del Demanio e il Wwf.
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