Quella delle guide turistiche gay friendly non è una novità: all'estero esistono da quasi trent'anni. In Italia invece c'è voluto un po' più tempo per vincere la resistenza degli editori e così «Italia Arcobaleno», edito da Sonda, di Giovanni Dall'Orto (con le illustrazioni di Massimo Basili) può essere festeggiata come la prima. Il giornalista e scrittore Giovanni Dall'Orto ha riordinato storie, personaggi, citazioni per comporre la sua guida italiana LGBT. Una guida turistica ma soprattutto storica. Ne parliamo con l'autore, per anni redattore di «Babilonia», ex presidente dell'Arcigay Milano e autore di numerosi saggi tra cui il famoso «Mamma, papà, devo dirvi una cosa», scritto insieme alla madre. Proprio in occasione della notizia che quest'anno il «Milano Pride» si terrà in gran parte online, con il titolo «L'altro Pride», sui social e sul sito milanopride.it. Che cos'è la guida «Italia Arcobaleno»? «Dico cosa non è: non è una guida ai luoghi di incontri, ce ne sono già tante e oggi Internet assolve perfettamente al compito. E non è una raccolta di pettegolezzi su personaggi viventi. È invece una guida turistica che permette di conoscere cinque grandi città (qui arrivo fino a Roma) attraverso una serie di mappe storico-artistiche in chiave LGBT. Un itinerario tra luoghi, personaggi e documenti che viaggia nei secoli fino agli anni 70 e 80 del Novecento». Qualche esempio milanese? «Possiamo cominciare dal Castello Sforzesco, celebre luogo di incontri gay a fine 800, almeno stando alle cronache di Milano Sconosciuta del giornalista e storico Paolo Valera, per entrare nella pinacoteca e ammirare il ritratto di Lorenzo Lenzi del Bronzino. Una tela del 1527 che ritrae il giovanissimo amante dell'umanista Benedetto Varchi, committente del quadro. Senza dimenticare i ritratti di Fra Galgario, con la sua propensione per i giovani fraticelli. Dal Castello si prosegue in piazza Mercanti, dove sorgeva il Palazzo di giustizia e venivano lettii proclami contro la sodomia, e a piazza Duomo, dove un tempo, alle spalle della statua di Vittorio Emanuele, c'erano i gabinetti pubblici sotterranei, zona di rimorchio omosessuale, come l'ingresso alla Galleria». Un'altra tappa imperdibile nella nostra città? «La Pinacoteca di Brera, per ammirare il Cristo alla colonna del Bramante, artista non omosessuale autore di un meraviglioso studio rinascimentale sul corpo umano, diventato iconico nel mondo gay, o l'opera di Andrea Appiani, con il suo giovane Ganimede amante di Giove. Ci sono poi anche tappe meno liete, come piazza Santo Stefano o piazza Vetra, dove venivano bruciati vivi i sodomiti. Una dura condanna ma, l'alternativa, non era migliore: essere venduti al Re di Spagna per remare nelle galere». Però Milano vanta anche l'opera di un giurista che ha cercato di cambiare le cose. «Cesare Beccaria, e il nostro itinerario può concludersi nella piazza a lui dedicata. Nella sua opera più famosa, Dei delitti e delle pene del 1764, critica le pene eccessive per la sodomia. A quei tempi non avrebbe potuto spingersi più in là, ma Beccaria rimane uno di quegli illuminati grazie ai quali gli omosessuali non vanno più al rogo».
Una città di tutti i colori. Dal Castello di fine dell'800 ai quadri-icona della Pinacoteca di Brera
Giovanni Dall'Orto ha pubblicato la sua guida turistica "Italia Arcobaleno", la prima guida italiana LGBT. La guida non è una raccolta di pettegolezzi su personaggi viventi, ma piuttosto un itinerario storico-artistico che viaggia nei secoli fino agli anni 70 e 80 del Novecento. La guida copre cinque grandi città, tra cui Milano, Roma e altre. Dall'Orto ha riordinato storie, personaggi e citazioni per comporre la sua guida. La guida non include luoghi di incontri, ma piuttosto luoghi storici e artistici che hanno un significato per la comunità LGBT.
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