L'ira dei sindacati: si penalizzano i turisti di qualità. Martini lancia il piano della prenotazione diffusa VENEZIA. Le modalità di riapertura dei Musei civici si parte oggi - sollevano le critiche di sindacati e candidato sindaco del centrosinistra Pier Paolo Baretta. «Abbiamo il sentore che per questo Comune il turismo culturale sia quello che banchetta impunito sugli scalini delle nostre chiese» attaccano Andrea Porpiglia (Filcams Cgil), Daniele Cerato (Fisascat Cisl) e Andrea Zaniol (Uil Trasporti). «Con le decisioni del governo si riapre ormai tutto rincara Baretta - tra pochi giorni riapre anche il Casinò: è inconcepibile che il Comune, che è sceso in piazza per invocare dal governo le riaperture, quando tocca a lui diventa timido e distratto». Il nodo riguarda modalità e orari dei Musei. Palazzo Ducale, Museo del Vetro di Murano e Museo del Merletto di Burano saranno aperti al pubblico nel week end e durante la settimana solo su prenotazione. «Gli altri Civici saranno aperti a orario ridotto solo durante la settimana e su prenotazione per gruppi da minimo dieci persone dice Porpiglia è un'offerta culturale limitata che si riverbera negativamente anche sui lavoratori: lavoreranno, a turno, solo il 10 per cento dei 450 dipendenti che gestiscono il servizio con stipendi più bassi». I sindacati chiedono un'offerta più ampia, un'apertura più stabile e che Comune e Fondazione Musei Civici implementino gli sforzi per rilanciare il turismo culturale. «Questi orari aggiungono Cerato e Zaniol sono un errore che rischiamo di pagare in termini di turismo di qualità». «A Venezia occorre un Patto per la Cultura che inverta il rapporto tra cultura e turismo interviene a distanza il sottosegretario Pierpaolo Baretta - I Musei Civici vanno riaperti e sostenuti: è la cultura che attira il turismo, non viceversa». I musei sono centrali anche nel progetto politico della civica Tutta la Città Insieme, presentato ieri dalla lista. Insieme ai trasporti, alla ristorazione e a qualunque altra attività faccia sentire i visitatori cittadini temporanei invece che «raider urbani telecomandati per fare massa», i musei sono la chiave di volta della programmazione, che è una delle tre «P» del programma della lista sul turismo: Prenotazione obbligatoria della visita, Programmazione dei servizi e Previsione dei flussi. «Un moderno approccio all'economia turistica, che non può essere abbandonata alla pura spinta del mercato ma va incanalata entro gli strumenti di gestione urbana», spiega il candidato sindaco Giovanni Andrea Ma rtini. L'idea di base è uscire dalla cultura monoturistica e dall'approccio a Venezia come brand e hub della Regione, senza ovviamente abbandonare l'economia del settore. Che, anzi, nel post-pandemia va rilanciato sottolinea la lista intessendo il marketing su sicurezza sanitaria e protocolli certi. Di qui il progetto di una prenotazione obbligatoria che arriva direttamente con la camera d'albergo, il biglietto della crociera, il viaggio in lancione o bus turistico, il biglietto per il museo. Gli escursionisti giornalieri «andranno resi edotti dei doveri» di prenotare. Almeno una visita ad uno dei musei o alla Biennale.