Riapre, dopo essere rimasto chiuso dal 9 marzo per tutto il periodo di lockdown, il Museo Diocesano. Stringenti le regole di sicurezza per evitare la diffusione del contagio da Covid-19: non potranno essere presenti più di 25 persone contemporaneamente. Il Museo Diocesano punta sui giovani, c'è già stato contatto con le scuole e spazi del museo potrebbero essere utilizzati per gli studenti, in queste sale che trasudano cultura, arte e bellezza, si potrebbero tenere delle lezioni di storia dell'arte. La fioritura del ciliegio nel chiostro che si intravede passando per via Gasparo da Salò indica la fine della reclusione per natura, uomini e opere d'arte: il Museo Diocesano, chiuso dal 9 marzo scorso, riapre da oggi le porte ai visitatori (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18) con chiusura mercoledì e domenica. Qualcosa, anche qui, è necessariamente cambiato, sale e gallerie si possono percorrere solo mantenendo le distanze, in gruppi ridotti (massimo 10 persone alla volta), senza audioguide, con mascherina e dopo misurazione di temperatura. E se nel suo recente passato il museo ha dovuto rinunciare, oltre ai turisti, anche alle visite degli studenti, l'idea per il prossimo futuro è di riconvertire alcuni spazi in aule per le lezioni. «La nostra intenzione spiega la presidente Nicoletta Bontempi era già di aprire sempre di più il museo ai più giovani: l'emergenza ha accelerato questo processo. Abbiamo contattato le scuole superiori per mettere a disposizione alcune sale per ospitare, ad esempio, le lezioni di storia dell'arte». La nuova vocazione del museo, nelle parole del professore Riccardo Romagnoli, «sarà stimolo anche per i ragazzi che non dovranno per forza rimanere chiusi dentro le stesse mura ma potranno respirare arte e bellezza». Restano però da capire modi, tempi e costi (anche per la sanificazione) legati all'utilizzo degli spazi da parte degli studenti. Intanto il monastero si prepara ad accogliere piccoli gruppi di bambini e ragazzi dei grest, che nelle prossime settimane potranno partecipare al progetto Summerlife con laboratori di arte officinale e visite guidate alle sale del museo e alla chiesa di San Giuseppe. Ieri, durante la presentazione delle nuove attività del Museo da parte del consiglio di amministrazione quasi al completo, è stato anticipato anche il «Manifesto del sacro», documento con cui «fare rete con altre realtà per promuovere una cultura del sacro trasversale, non solo religiosa ma anche laica», ha spiegato l'autore Alberto Cividati. Al sacro si accompagna il profano: il Museo Diocesano torna online con un nuovo sito web operativo entro fine mese. Qui saranno pubblicati anche dei video-racconti delle chiese della città e della provincia, «per mostrare la bellezza dell'arte e delle comunità»: protagonista della prima «puntata» il vescovo Pierantonio Tremolada.