Prima, ad essere vietati, sono stati i baci e gli abbracci per le vie del centro cittadino. Amici e fidanzati che, anche a fine lockdown, sono stati invitati a mantenere la distanza di sicurezza, le braccia lungo i fianchi, e le mascherine alzate per contrastare la diffusione del virus. Ora, a Pavia, anche i monumenti simbolo della capitale longobarda attraversata dal fiume azzurro, diventano off limits. Continua il pugno di ferro per porre freno al fenomeno della «mala-movida» e per far rispettare le regole anti-Covid. Due gli argomenti cruciali al centro delle ordinanze emesse dal sindaco Mario Fabrizio Fracassi: gli assembramenti in piazze e luoghi che durante il week end sono troppo affollati; la vendita di alcolici che spesso alzano l'asticella del degrado nelle serate cittadine, con i residenti costretti a notti in bianco e continui rimproveri dalle finestre. «La soluzione del problema non può prescindere dalla collaborazione dei cittadini spiega il sindaco Fracassi . Le forze dell'ordine non possono trovarsi ovunque, in ogni momento. Non possiamo impiegare tutte le risorse che vorremmo. Quindi, non si può pensare di risolvere il problema solo con i controlli, che pure ci sono e abbiamo incrementato». Scalinate davanti alle basiliche, spesso teatro di pizze mangiate nel cartone e chitarre che suonavano sino a tarda notte, balconate affacciate sul Ticino, portici: stazionare nei pressi dei monumenti pavesi non sarà più possibile, almeno sino al 31 luglio, come da ordinanza emessa quattro giorni fa da palazzo Mezzabarba. In piazza Duomo sarà vietato chiacchierare in gruppo sotto ai portici del Vescovado e sui gradini della Cattedrale, così come sul sagrato della basilica del Carmine e di San Teodoro, e sotto Cupola Arnaboldi, luogo in cui spesso di ritrovano gruppi di giovanissimi. Fracassi si rivolge proprio a loro: «Divertitevi, come è giusto che sia, ma le distanze di sicurezza vanno rispettate. Dateci una mano a preservare il decoro di Pavia. È un problema che va al di là del Covid, le piazze sono spesso in condizioni indegne. Sono comportamenti inaccettabili e la situazione deve cambiare». Niente drink o la classica birra bevuti passeggiando da mezzanotte alle 7. Il divieto vale anche per la vendita di alcolici da asporto: stessa fascia oraria di stop per bar e ristoranti, mentre per supermercati e minimarket vige dalle 21 alle 7 del mattino (distributori automatici compresi). Cin cin soltanto seduti al tavolo, e sino alle 2: poi si chiude tutto. «Con gli esercenti c'è collaborazione totale: tenendo sotto controllo l'emergenza sanitaria, salvaguardiamo anche l'economia». Una decisione, quella di inasprire ulteriormente le misure anti contagio e per preservare il decoro della città, che ha toccato anche il simbolo di Pavia, il Ponte Coperto: la cartolina romantica sul fiume la si ammira da lontano. Si potrà solo transitare, ma senza fermarsi su parapetti e balconcini. Per le dichiarazioni d'amore (con mascherina) sarà necessario pensare ad un piano b, quantomeno per il luogo che aiuta.
Monumenti vietati. Nuovi paletti a Pavia contro la mala-movida
Il sindaco di Pavia, Mario Fracassi, ha emesso un nuovo ordine che vietano gli assembramenti in piazze e luoghi affollati, nonché la vendita di alcolici dopo le 7 del pomeriggio. I monumenti simbolo della città, come la basilica del Carmine e il Ponte Coperto, saranno chiusi al pubblico per il momento. Il sindaco ha invitato i cittadini a rispettare le distanze di sicurezza e a non disturbare il decoro della città. La decisione è stata presa per prevenire la diffusione del Covid e per preservare l'economia. I residenti saranno tenuti a notti in bianco e continui rimproveri dalle finestre.
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