Nei giorni in cui i monumenti di Churchill e Colombo vacillano, e anche se fossi un soprammobile non mi sentirei troppo tranquillo, di una cosa possiamo andare certi: il presente produrrà poche statue da abbattere. Non mancano i martelli, ma i modelli. Quelli del passato erano giganti. Pieni di macchie, magari. Però scoprivano continenti, sconfiggevano il nazismo o banalmente (mica tanto) scrivevano canzoni come Penny Lane, la strada beatlesiana di Liverpool a cui adesso si vorrebbe cambiare nome per il sospetto che quel Penny fosse un trafficante di schiavi. Non che oggi in Occidente latitino i soggetti in grado di dividere le future generazioni. Basti pensare a uno come Trump, che per portarsi avanti col lavoro ha deciso di dividere già i contemporanei. Ma nessuno di loro ha combinato qualcosa di talmente straordinario da giustificare una colata di marmo o anche solo un francobollo commemorativo. Nelle settimane della grande strizza avevamo accarezzato l'idea che un simile onore potesse toccare ai virologi, ma l'ipotesi di una statua equestre a Burioni appare per il momento tramontata. Tra cinquanta o cinquecento anni riesce difficile immaginare che esisteranno fontane da cui staccare il profilo di Macron o che si raccoglieranno firme per abbattere uno spartitraffico a forma di Conte. I primi a sapere che nessuno farà mai loro un monumento sono proprio i politici. Non per niente indicono gli Stati Generali. Così almeno il monumento se lo fanno da soli.
Le Statue Generali
Il testo discute la mancanza di monumenti storici da abbattere nel presente. I monumenti del passato, come quelli di Churchill e Colombo, erano spesso macchiati e avevano un impatto negativo, ma comunque erano importanti per la storia. Oggi, non ci sono personaggi politici o storici che abbiano commesso qualcosa di così straordinario da meritare un monumento. I politici stessi sono consapevoli della loro mancanza di monumenti e si riferiscono agli Stati Generali, che sono un'istituzione storica che non esiste più. Il testo conclude che i monumenti equestri sono destinati a diventare un ricordo del passato, e che non ci saranno più personaggi politici o storici che meritino un monumento.
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