VENEZIA. Tesserino di riconoscimento al collo, ombrello chiuso puntato verso l'alto, «divise» bianche e nere. Un centinaio di guide e accompagnatori si sono radunati ieri sulla scalinata della Basilica della Salute, disposti a scacchiera, tra mascherine e distanziamenti e lo striscione «noicisiamo», che si è alzato contemporaneamente a Napoli, Firenze, Lecce e Roma. «La nostra è una categoria che sta soffrendo molto dice Francesca Ranieri, guida turistica e rappresentante dell'Agta, associazione guide turistiche abilitate chiediamo di tornare a lavorare. Abbiamo portato qui anche i nostri figli, perché siamo famiglie in difficoltà». Guida dal 2011, madre single con un bambino di otto anni, Francesca lancia un appello ai veneziani. «Non siamo una minaccia, promuoviamo il locale, proponiamo ai turisti di alloggiare negli alberghi storici e non negli AirBnb sottolinea l'anno scorso a quest'ora dovevamo rifiutare clienti, ora siamo a casa». Alla manifestazione hanno aderito operatori di tutte le associazioni. «Se mi chiedessero i contributi non pagherei. Prima devo mangiare commenta Elena Fabiano, guida turistica dal '95 Lavorando con turisti giapponesi, la prospettiva è di rivederli a novembre». Peggio ancora per chi lavora con i turisti dell'America Latina. «Sono ancora in piena pandemia, difficile che arrivino prima di marzo 2021» dice Annalisa Gambaron, guida dal 2006. «Sono accompagnatore turistico dal '98, ho vissuto la crisi delle Torri Gemelle e quella del 2008, ma non c'è paragone con l'oggi aggiunge Sandro Bognolo Siamo a zero da dopo Carnevale, la maggior parte di noi ha ricevuto i 600 euro dall'Inps, ma servono certezze economiche». Guide e accompagnatori chiedono un contributo fino a fine crisi, sospensione di tributi e contributi e linee guida dettagliate per svolgere la professione.