Una delle peculiarità che distinguono i vandali dagli altri criminali è quella di compiere azioni che danneggiano il prossimo senza procurare un guadagno personale. In sintesi si può dire che i vandali sono al tempo stesso cattivi e cretini. Le loro imprese a Villa Pamphilj, uno dei parchi urbani più belli del mondo, sono lì a dimostrarlo. Che vantaggio possono aver tratto dalla distruzione dei dodici meravigliosi gigli in pietra che adornavano la fontana del Cupido? Che cosa hanno ottenuto frantumando vasi antichi e danneggiando targhe toponomastiche? Quale piacere ha guidato la loro mano quando hanno tagliato le teste della fontana di Venere di fronte al Casino del Bel Respiro, sede di rappresentanza della presidenza del Consiglio? I vandali provocano in ognuno di noi un senso di rabbia e d'impotenza. In realtà si possono anzi si devono contrastare. Innanzitutto mettendo in campo tutti gli strumenti per combatterli. A questo scopo, secondo noi, ha ragione sia chi suggerisce l'installazione di telecamere di sorveglianza e l'impiego di droni (come consigliano alcuni esponenti del Pd) sia chi propone (i residenti) appostamenti e perlustrazioni più accurati da parte delle forze dell'ordine. Non si vede perché le due azioni debbano essere in alternativa. Se ne potrebbe aggiungere una terza: proteggere alcuni monumenti lasciandoli alla vista ma non all'uso delle persone. Il vandalismo di chi odia la bellezza si sposa però con l'incuria delle autorità che tollerano la bruttezza. Il nero sui marmi della fontana di Venere non è imputabile ai vandali, ma a una mancanza strutturale di manutenzione che ha lasciato quelle meraviglie all'abbandono. E, in alcune menti particolarmente bacate, che non si possono assolutamente giustificare, può aver dato l'idea di un'indifferenza, o, peggio, di una sorta di «via libera» a ogni tipo di vandalismo. Il problema, com'è evidente, non ha a che fare soltanto con il civismo (che indubbiamente nella nostra città è risorsa scarsa). C'è qualcosa di molto, molto più grande e cruciale nella fase della ripartenza. Se i beni culturali, architettonici e paesaggistici di Roma sono davvero quel tesoro che si vuole valorizzare anche per l'economia e per il turismo della capitale devono essere trattati come una priorità, una priorità vera. Da parte sia dell'amministrazione comunale che del ministero dei Beni culturali. Il fatto che sia stato vandalizzato proprio il luogo dove sono previsti gli Stati generali dell'Economia (il Casino del Bel Respiro) è uno spunto simbolico da cogliere al volo. Ma per un'iniziativa di manutenzione permanente, che non si limiti alla passerella del convegno.