Cercare soprattutto un possibile movente. Capire insomma se a danneggiare la "Navicella", il gioiello del Sansovino sfregiato davanti a Villa Celimontana, è stato qualcuno che l'abbia fatto per una sorta di "vendetta" o di "avvertimento" oppure se si è trattato di un gesto di puro teppismo. E' proprio questo il primo gradino investigativo affrontato dagli agenti del commissariato 'Trevi Campomarzio", diretti da Antonio Del Greco. E' chiaro che se gli investigatori riuscissero a capire, ammesso che ci sia, il contesto nel quale sarebbe maturato il grave danneggiamento alla storica fontana sarebbero arrivati ad un passo dall'individuare il responsabile. Al contrario se chi ha spaccato la prua della fontana (raffigurante la testa di un cinghiale) è venuto dal nulla sarà difficilissimo scoprire chi sia. Intanto gli investigatori di 'Trevi-Campomarzio" stanno analizzando una serie di elementi legati ad alcune persone considerate sospette. Ad esempio, gli agenti stanno monitorando coloro che in passato si sono resi responsabili di altri danneggiamene. Certo è come trovare un ago in un pagliaio ma lo sforzo dei poliziotti è al massimo. Chi ha spaccato la fontana si è anche, portato via il pezzo. Un elemento quest'ultimo (danneggiamento con la sottrazione del reperto) preso in considerazione dagli investigatori. Esiste un movente? C'è qualcuno che, indirettamente, si voleva colpire danneggiando la preziosa fontana? Per ora, su questo aspetto, dalla polizia non trapela nulla. Sembra che siano scattate alcune perquisizioni e anche qualche pedinamento anche se gli agenti sarebbero ancora lontani dal responsabile.