Caro Conti, riflessione sulla «Domenica dei Musei» - e non solo vissuta all'insegna della normativa della pandemia. Capisco l'importanza di contingentare comunque, per distanziamento sociale, gli accessi alle varie realtà, legandoli alla prenotazione, ma andrebbe agevolato sia l'accesso allo 06.06.08 ( sabato e domenica sempre occupato!), sia al sito dei Musei di Roma (molto difficile da decifrare!) E perché non consentire, se sono avanzati ingressi rispetto alla disponibilità ed ai prenotati effettivi, a chi si fosse recato ingenuamente sul posto, nell' ignoranza di come poter entrare? Risultato: domenica 7, giornata non soggetta ad acquisto di biglietto, al Casino dei Principi di Villa Torlonia, più addetti ai controlli che visitatori . Temo che questo si sia verificato e si verificherà anche in altri plessi museali, e non solo nella domenica a loro dedicata Peccato! Piero Manocchio La burocrazia capitolina è la negazione dell'elasticità. Tanti sono i «prenotati»? Tanti entrano, punto e basta. E se c'è poca gente «prenotata» e altra in attesa, niente da fare. Siamo a Roma, lo sappiamo. Concordo: il sito www.museiincomuneroma.it soffre di una certa complessità e e pesantezza. Paolo Conti