Da oggi riprendono le visite al museo Tradizione vuole che fu l'Arcangelo Michele in persona a posarsi sulla sommità del Mausoleo di Adriano nell'autunno del 590 e, rifoderando la spada insanguinata, a sancire la fine della pestilenza che si era portata via migliaia di romani. Quindi, che oggi riapra il Museo del Castello universalmente conosciuto come Castel Sant'Angelo proprio in seguito a quell'apparizione altomedievale, è notizia di valore simbolico considerevole. Proprietà del Mibact ma afferito al Polo Museale del Lazio nel 2014, il sito sulla riva destra del Tevere ha una storia tanto complessa quanto legata alle vicende della città. Passato dai fasti dell'impero antico che lo edificò perché fosse la maestosa tomba del «gentile» Adriano, alle alterne fortune vaticane; dalle diatribe tra casati che ne rivendicavano diritti - Crescenzi, Pierleoni e Orsini tra gli altri -, a baluardo contro i Lanzichenecchi nel fatidico sacco del 1527; da carcere per oppositori politici nell'Ottocento a caserma del Regio Esercito, fino alle recenti fantasie di Achille Lauro, il musicista, che nel brano Zucchero del 2019 dice di volerne fare regalo a qualcuno. Il regalo per tutti è che da oggi riprendono i consueti orari di biglietteria (9 18.30) dal lunedì alla domenica e che la visita torna ad essere implementata da un'app dedicata, scaricabile anche in situ, per fruire della quale è consigliato portarsi gli auricolari da casa. Così si possono ascoltare le guide che raccontano dei tanti capolavori custoditi nel Castello dove la Tosca di Puccini volle togliersi la vita: i dipinti di Luca Signorelli, Lorenzo Lotto, Dosso Dossi e Luca Longhi, le statue romane, gli affreschi di Pierin del Vaga e quell'angelo di bronzo che ancora lo domina a perpetua memoria di un'epidemia sconfitta quasi millecinquecento anni fa. Allora fu Gregorio Magno eletto Papa dopo che il predecessore era stato ucciso dalla pestis inguinaria che flagellava l'Occidente, a fare da testimone del miracolo. Organizzò una processione che all'altezza di Ponte Elio venne circondata da un gruppo di angeli mentre Michele, il comandante delle milizie celesti, atterrò e pose fine alla pandemia.
Castel Sant'Angelo, la riapertura dopo la pandemia
Il Museo del Castello di Sant'Angelo, noto anche come Castel Sant'Angelo, riapre le visite. La proprietà del Mibact, afferita al Polo Museale del Lazio nel 2014, ha una storia complessa e legata alle vicende della città. Il museo è stato edificato come tomba dell'imperatore Adriano e ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, tra cui essere utilizzato come carcere e caserma. Oggi, il museo offre orari di biglietteria estesi dal lunedì al sabato e una visita guidata è possibile tramite un'applicazione. Il museo ospita capolavori come dipinti di Luca Signorelli e Lorenzo Lotto, statue romane e affreschi di Pierin del Vaga.
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