Circa cinquecento beni recuperati, con 205 libri e documenti e 256 reperti archeologici, dal valore inestimabile, a cui si aggiungono circa tre milioni di euro in opere d'arte contemporanea. Il 2019 dei carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Venezia è stato un anno di grandi numeri, come emerge dal bilancio delle attività. Ben 72 le persone denunciate per ricettazione, contraffazione o reati di passaggio; raddoppiate le contestazioni di illeciti amministrativi, aumentati i controlli in fiere e mercati, ma anche nei siti archeologici con ottantadue ispezioni. Merito anche del maggiore ricorso ai rilievi e accertamenti fotografici, aumentato del 152 per cento, utili anche in fase di prevenzione. Diversi i successi da ricordare, come la riconsegna di una scultura lignea del XIV secolo alla chiesa di Campagna Lupia, da cui quella «Pietà» era stata rubata nel 1966. Importante anche l'impegno del nucleo dell'Arma nella salvaguardia e nel recupero delle opere messe a rischio dall'acqua granda del novembre scorso grazie ad una specifica task force.