LA FACCIATA sul lungotevere, a lato dei platani, sarà libera fra poche ore, a scoprire i finestroni rettangolari incorniciati di bianco e, dentro, uno dei monumenti più belli e preziosi dell'antichità: nel cantiere dell'Ara Pacis e il conto alla rovescia verso la festa fissata per venerdì 23 settembre alle 19, quando arriveranno il sindaco Walter Veltroni e l'architetto Richard Meier per un sopralluogo ad una delle opere di architettura dalla gestazione più lunga e complessa della storia di Roma moderna. Il lavoro è una corsa contro il tempo ma il grosso dell'opera è ormai ultimato. L'inaugurazione ufficiale, con l'apertura al pubblico sarà probabilmente annunciata venerdì prossimo, e andrà a cadere nella prossima primavera, prima delle elezioni amministrative. Nel giro di un paio di mesi, il cantiere ha cambiato volto e finalmente l'opera, il segno del grande architetto americano, premio Pritzker nel 1984, appare in tutta evidenza. E' quello stesso delle magnifiche opere contemporanee-musei che si possono vedere in giro per il mondo, nel cuore gotico di Barcellona e sulle colline di Los Angeles. Il bianco, il travertinc riportati nel pieno centro di Roma di cui all'estero sono spesso citazione, radice e referente culturale II progetto, come si sa, prevedeva la definizione di un contenitore per il monumento che celebra le gesta di Augusto, proteggendole da vibrazioni e smog. Oggi, dal lato del Mausoleo di Augusto, la parete a vetrate bianche è ormai completa così come definita è la piccola terrazza al primo piano, dal lato di via Ripetta dove troverà posto un bar e dove sta per essere montato un alto cono bianco, dal diametro di quasi quattro metri, che ha la funzione di catalizzare la luce nella sala espositiva sottostante. Su questa terrazza, il bellissimo affaccio che i primi 400 fortunati visitatori autorità, addetti ai lavori, assessori, soprintendenti e stampapotranno ammirare sul fiume e su piazza Augusto Imperatore. Sono ormai ultimati anche i rivestimenti in travertino della sala centrale del monumento, tonnellate di materiali arrivati dalle cave dei Castelli romani che centinaia di operai al lavoro stanno fissando con pesanti staffe di acciaio alle pareti. È questo uno dei tratti caratteristici del lavoro di Richard Meier, la giustapposizione di blocchi dai toni rosati, lisci come velluto, negli interni. Dal lato di via Tomacelli, invece la"piazza" di accesso è ancora da ultimare ma svetta dal lato del fiume un muro di cubi di travertino lasciato grezzo, ancora un segno architettonico contemporaneo, prima della collocazione della famosa "colonna" al centro della scalinata d'ingresso, con la fontana e le vetrate d'accesso. Pronta anche la sala espositiva dove si svolgeranno mostre a tema, intorno alla cultura augustea. Nel museo dell'Ara Pacis arriveranno, oltre ai frammenti non esposti finora, quelli dell'Ara Pietatis, monumento di età claudia, conservati in larga parte alla Centrale Montemartini. Gli operai stanno per smontare finalmente anche l'involucro che ha protetto l'Ara Pacis negli anni del cantiere. E, subito dopo il sopralluogo di venerdì prossimo, prenderanno il via i lavori di maquillage dell'opera. «Un importante restauro è stato effettuato negli anni Ottanta spiega il sovrintendente Eugenio La Rocca Ora si tratterà soltanto di un lavoro di pulitura, che verrà realizzato da Zètema, per il quale saranno necessari all'incirca sei mesi. Poi si comincerà a lavorare all'allestimento. Per questo siamo già in contatto con gli amici greci per una mostra dedicata alla scoperta di Nicopolis-Azio». Almeno altri sei mesi di lavori saranno necessari anche per completare l'opera, per montare la pavimentazione in travertino dopo aver ultimato l'impiantistica. Più avanti ancora nel tempo e con nuovi stanziamenti, il Campidoglio finanzierà la realizzazione di quell'auditorium previsto dal progetto e rimasto, per ora, sulla carta. Contro Meier, lo storico dell'arte Zeri, il principe Carlo e Sgarbi- Dall'obelisco al muro le critiche al piano. E' il 1995 quando l'architetto americano Richard Meier si aggiudicò il concorso per la realizzazione del Museo dell'Ara Pacis. Nel 1998 le critiche costrinsero Meier a porre le prime modifiche al disegno con l'eliminazione del muro che avrebbe dovuto costeggiare il lungotevere, colpevole di oscurare le facciate di San Rocco e San Girolamo, e dell'obelisco da porre di fronte l'Ara. Obelisco che non incontrò il favore neppure del critico d'arte Federico Zeri che si scagliò sulle pagine della Stampa contro il progetto. Della questione si interessò anche il principe Carlo: il 5 aprile 2001 il Daily Telegraph titolava: «II Principe sollecitato a combattere la I mostruosità». Contrario anche l'ex sottosegretario ai Beni I Culturali Vittorio Sgarbi.