L'allarme degli organizzatori tarantini: "Rischiamo di sbaraccare per mancanza di fondi" L'ALLARME era stato lanciato già all'inizio dell'estate. Oggi è ufficiale. In occasione della presentazione del Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia, prestigioso appuntamento in programma dal 21 al 25 settembre, Attilio Stazio, presidente del Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia, annuncia che la Puglia sta per perdere una delle sue occasioni più preziose. Dal prossimo anno l'Istituto tarantino non sarà più in grado di organizzare il seminario per mancanza di fondi e finanziamenti: unica possibilità per salvare l'appuntamento che ogni anno richiama a Taranto studiosi da tutto il mondo sarebbe una fondazione il cui atto costitutivo, con relativo statuto, potrebbe essere firmato entro il prossimo ottobre. Per il momento sono venuti meno i contributi di enti locali, mentre quelli del governo, ridotti rispetto al passato, forse arriveranno solo a fine anno. «La nostra disponibilità economica attuale spiega Stazio è di 22 mila 500 euro e per organizzare un convegno del genere ne servono 80-90 mila. Per questo motivo, a fine seminario, non annunceremo, come avveniva in passato, il tema della prossima edizione, perché l'appuntamento è a rischio». Già da quest'anno il convegno, dedicato all'antica città di Velia sul Tirreno meridionale, avrà una doppia sede. Fino al 24 si terrà a Taranto, poi si sposterà per la giornata conclusiva ad Ascea marina, vicino a Salerno, nel territorio in cui sarebbe sorta Velia. In totale sono previsti 21 relatori (alcuni dei quali provenienti da Turchia, Francia e Austria) con una presenza media di oltre 200 convegnisti. Fra gli appuntamenti collaterali più attesi, quello previsto per il 20 settembre, con l'archeologo belga Thierry Van Compernolle, che nel 2003 scopri a Soleto, vicino a Lecce, un prezioso frammento di vaso del V secolo avanti Cristo. Lo studioso parlerà della "mappa di Soleto", illustrando gli ulteriori studi eseguiti sul frammento e sull'intera zona archeologica.