C'è un idraulico in Nebraska (Usa) a cui ieri sono fischiate le orecchie: è il simbolo del turista da lasciare alle spalle, per formarne di nuovi, colti. Lo hanno chiamato in causa nel terzo incontro «Per un'altra Firenze» organizzato da Fulvio Cervini, Andrea De Marchi e Cristiano Giometti dell'Università, dedicato a musei e turismo e moderato da Diana Toccafondi. Molti dei principali attori del mondo culturale si sono riuniti in streaming: dai professori Mario Bevilacqua, Silvia Furnò e Antonio Pinelli: il primo a sollecitare un alleanza con Roma e Venezia e il secondo che intende coinvolgere «dottorandi e specializzandi, Friends of Florence, proprietari di edifici storici e guide per portare le opere degli Uffizi fuori dal quadrilatero del turismo». A Claudio Pescio di Giunti, Arturo Galansino di Palazzo Strozzi, la rappresentante delle guide Laura Amerighi e Filippo Fineschi di Maggioli. Ognuno ha la sua ricetta: il direttore dei musei della Toscana Stefano Casciu «da anni» parla «di navette per la Villa di Poggio a Caiano», proposta «mai considerata sostenibile». E si chiede se ora sarà diverso. Eike Schmidt ricorda l'aiuto che gli Uffizi offrono all'Archeologico col biglietto unico. Uffizi che però, sottolinea il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini, «sono una fortuna per Firenze ma una maledizione per la cultura extra-Uffizi». Prima di porre l'attenzione sul recupero delle passeggiate naturalistico-artistiche sui colli. La direttrice del Bargello Paola D'Agostino non vuole aspettare le proposte dei tour operator e Cecilie Hollberg annuncia che riaprirà l'Accademia il 2 giugno «con biglietto ridotto per far tornare i fiorentini». E lancia l'idea di «itinerari per la città a tema David». Enrico Colle dello Stibbert vorrebbe «trasformare via Vittorio Emanuele II in un polo ottocentesco portando l'Archivio Alinari a Villa Fabbricotti».