Una denuncia per «incompatibilità»: in stand by la nomina di Luciano Massari. Attività a ostacoli Carrara. Lezioni a singhiozzo, senza la pratica tra scalpelli e pennelli; docenti non sempre disposti a collaborare in questo periodo di emergenza sanitaria, e tante decisioni sul futuro: come approcciarsi agli esami di maturità, con quali misure di sicurezza, che tipo di sanificazione mettere in atto e come recuperare il tempo perduto. All'Accademia di Belle Arti di Carrara, uno degli istituti più antichi d'Europa, con 250 anni di storia, manca il «suo» direttore, eletto democraticamente dal corpo docenti, ma mai ratificato dal ministero dell'Università e della Ricerca che, pur promettendo di volersi occupare dell'incresciosa situazione, ad oggi tace. Luciano Massari è, di fatto, il direttore dell'Accademia dal giugno 2019 (eletto, per il triennio 2019-2022, con 41 preferenze su 45 votanti) se non fosse che, dopo la legge Madia, una denuncia per «incompatibilità di ruoli lo ha messo in stand by fino ad oggi, costringendo l'istituto a rimandare numerose decisioni di indirizzo culturale, impedendo l'elezione del cda e della consulta studentesca e lasciando alunni e studenti in balia degli eventi. Come l'emergenza Covid-19. Non ancora in possesso di tutti i poteri che investono solitamente un direttore di Accademia, Massari ha mancato di «governare» studenti e docenti, in un momento delicatissimo e pericoloso. «Senza il direttore dice lo stesso Massari manca il cuore pulsante dell'Accademia. Manca soprattutto l'indirizzo culturale che è fondamentale». Tra i compiti del direttore, infatti, oltre alla stipula di contratti e convenzioni, c'è la responsabilità dell'andamento didattico dell'Accademia. E così, mentre Massari cercava di rimanere in equilibrio, legittimato dal voto dei docenti, autonomo come lo vuole la legge, ma invisibile agli occhi del Ministero, la pandemia ha portato 800 studenti chiusi in casa, impossibilitati a studiare materie per cui pagano una retta che va dagli 800 ai 3000 euro l'anno. Se le lezioni teoriche possono prestarsi all'on line, infatti, difficile immaginare come si possa insegnare a scolpire lontano dall'Accademia. In questa fase inoltre, non tutti i docenti pare abbiano pienamente collaborato alla didattica a distanza e alcune possibili soluzioni per interagire diversamente con gli studenti non sono mai state prese. «Da mesi il Ministero ci ignora continua Massari Eppure il presidente dell'Accademia ha inviato molte lettere e sollecitazioni. Sarebbe bastata anche una nomina con riserva, in attesa di sciogliere i nodi che, secondo qualcuno, mi renderebbero incompatibile con la carica di direttore». Il caso dell'Accademia di Carrara è finito, poche settimane fa, anche all'attenzione dell'Avvocatura di Stato; gli studenti hanno invece scritto un appello al ministro Gaetano Manfredi e lanciato una petizione su Change.Org: «Una firma per il diritto allo studio scrivono In questa fase di emergenza sanitaria sono tante le difficoltà che noi studenti universitari ci troviamo ad affrontare: dalla scarsa accessibilità dei corsi online, alla mancata chiarezza per le tesi di laurea e a questo aggiungiamo lo stato di estrema difficoltà dovuta soprattutto all'assenza di un direttore e degli organi a lui connessi. Un forte senso di abbandono e incertezza che renderà difficile per noi diventare gli artisti, i curatori e i teorici dell'arte del domani».