Per tutto maggio si entra gratis (anche in cattedrale, campanile, battistero) Annullati tutti gli eventi, compresi quelli per i seicento anni della Cupola «Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno. Sappiamo che saremo in perdita ma apriamo per dare un messaggio di speranza a noi, a Firenze, alla Toscana, poi al mondo. E chi verrà qui potrà vedere il museo e i monumenti di piazza Duomo come ha sempre desiderato, in solitudine e calma». Monsignor Timothy Verdon, direttore del museo dell'Opera del Duomo è raggiante, accanto a Luca Bagnoli presidente dell'Opera che ieri si è assunto l'onore e l'onere di annunciare il primo passo per una lunga normalizzazione, con i monumenti gratis fino alla fine di maggio. Ma anche un deficit annunciato per il 2020 di 20 milioni di euro. Museo, cattedrale, Cupola del Brunelleschi e Campanile di Giotto riaprono ma in modo diverso, con ingressi contingentati, biglietti singoli e non più un biglietto unico, con prenotazione obbligatoria, dispositivi che avvertono il visitatore se si avvicina troppo ad un'altra persona, misuratori di temperatura, obbligo di mascherina per i visitatori. E si entrerà gratis, dopo aver prenotato il biglietto online sul nuovo sito dell'Opera www.duomo.firenze.it, dal 22 al 31 maggio in Battistero, cattedrale, Campanile e Museo dell'Opera, mentre la Cupola sarà visitabile solo dal 18 giugno. Dal primo di giugno musei e momenti saranno aperti solo venerdì, sabato e domenica, con prenotazione obbligatoria anche per il Duomo il cui ingresso è gratuito, e si pagherà con le nuove tariffe: 10 euro per il Museo di piazza Duomo, 5 euro per il Battistero e 15 euro per Cupola e Campanile dove al massimo potranno esserci 16 persone per turno, in nove turni giornalieri e cioè 144 persone contro i 2.600 visitatori giornalieri nei mesi di punta del recente passato. «Riapriamo in sicurezza, sfruttando anche le nuove tecnologie come con il dispositivo che daremo gratis a tutti i visitatori e che avverte se ci avviciniamo a meno di 1,8 metri da una persona spiega Luca Bagnoli, presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore e lo facciamo anche se avremo molte difficoltà. Il venire meno dei visitatori, che nel 2019 sono stati 1,3 milioni, per l'85 stranieri, significa 20 milioni di euro di ricavi in meno, cioè come quattro anni di restauri in meno, e ci costringe ad interventi drastici, fermo restando la manutenzione e la conservazione del patrimonio monumentale a noi affidato. È doloroso, ma inevitabile». Così, mentre la cassa integrazione per gran parte dei dipendenti durerà anche a giugno, ecco «l'azzeramento della programmazione culturale, per cui sono state sospese le Celebrazioni per i 600 anni della Cupola, le rassegne musicali O Flos Colende e Note al Museo e interrotta la collaborazione con la Pergola per l'uso del Teatro Niccolini», aggiunge il presidente. Che però sottolinea: «Nonostante questo, riapriamo per dare un segnale di speranza concreto, per dire ai fiorentini e a tutto il mondo che siamo pronti ad accogliere in sicurezza quanti verranno a Firenze». Un messaggio forte, come la gratuità fino a fine mese. I ricavi da biglietti sono la principale fonte di entrate per l'ente e il deficit 2020 sarà profondo, ma le difficoltà dureranno più lungo. «Le previsioni ci dicono che nel 2021 avremo una ripresa risponde Bagnoli e solo nel 2022 torneremo ai livelli di visitatori del 2019». «Chi verrà potrà godere il museo come accade difficilmente, mi hanno chiamato anche dall'estero per sapere quando aprivamo, anche se per motivi di sicurezza non si potrà salire al secondo piano e sulla terrazza panoramica sottolinea monsignor Verdon E lo stesso accadrà per gli altri luoghi che sono più che monumenti, sono luoghi santi che raccontano la fede, l'arte, la cultura, la nostra storia ed identità».