FRA ACCUSE, DISAGI E CAOS ORGANIZZATIVO, IL MONUMENTO PIÙ VISITATO DEL MONDO VIVE IN PERENNE CONFLITTO. Tensioni e polemiche, conflitti e vertenze, una catena di accuse e mancate promesse. È un vespaio, l'«azienda» archeologica più importante del mondo. Botte dei sindacati, repliche degli amministratori. Sullo sfondo i disagi per la marea di visitatori (tre milioni all'anno) che continuano ad affollare gli Scavi. «Una volta - racconta Luigi Necco, amministratore dell'Azienda Turismo territoriale - il prestigioso Times uscì con un titolo a caratteri cubitali: fate presto, se volete ammirare i tesori di Pompei, perchè vandali e ladri presto la distruggeranno». Allarme non del tutto ingiustificato, a contare i furti (non sempre denunziati) e, soprattutto, gli scompensi organizzativi che costringono la direzione a sbarrare i cancelli d'ingresso ai turisti, provenienti da tutto il mondo. Carenze e disfide sindacali, interruzioni e disservizi. Dai primi giorni di dicembre, per uno strano incendio, è andato in tilt l'impianto di telesorveglianza (interno, cioè non collegato con alcuna struttura di forza pubblica territoriale). Ancora non è stato riparato. «Ma tanto, anche quando funzionava, garantiva ben poco», dice il Soprintendente, Pier Giovanni Guzzo, rassegnato alle regole della burocrazia e alla sclerosi amministrativa provocata dalla perenne tensione fra dirigenti e rappresentanti della cosiddetta base. Tensione che, dopo l'incredibile colpo nella Casa dei Casti Amanti, è salita alle stelle. «Saranno soltanto coincidenze - ha confessato Guzzo ai giornalisti - sta di fatto, però, che puntualmente le azioni delittuose si verificano negli Scavi in parallelo con la riorganizzazione del servizio di vigilanza». Il personale della Soprintendenza, in altri termini, non gradisce cambi di turni, di orari e straordinari. Apriti cielo. «Troppo comodo, sparando nel mucchio non si ottiene alcun risultato», replica Michele Germano, rappresentante della Cgil per l'area degli Scavi. «Siamo, invece, pronti a un confronto che non arriva, sui temi della riorganizzazione dei servizi». Non basta. «Chiediamo di concentrare le risorse disponibili sul potenziamento della vigilanza attiva, perchè il sistema delle telecamere, quando poi funziona, non si è dimostrato all'altezza del compito». Dosi critiche rincarate, se possibile, dalla componente della Uil aziendale e dalle altre rappresentanze sindacali. Tanto da convincere il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani, ad avviare un'inchiesta interna «a tutto campo», per bloccare finalmente la spirale delle accuse, dei veleni, dei sospetti reciproci. E l'assessore regionale ai Beni Culturali, Marco Di Lello, a sbattere il pugno sul tavolo della trattativa che con i vertici della Soprintendenza di Pompei, negli ultimi tempi, si è fatta serrata. «Siamo stanchi - dice l'assessore - di assistere a un film che non può appassionare nessuno. La vicenda dei due affreschi rubati nella Casa dei Casti Amanti deve far riflettere sui problemi dei controlli, della vigilanza, della funzionalità interna a un parco archeologico tanto importante, sotto i riflettori di tutto il mondo. Si tratta di questioni fondamentali per la promozione del nostro patrimonio storico. Chi ha la gestione di un bene, evidentemente non può non avere il controllo che all'interno vi opera. A Pompei, devo riconoscerlo con grande rammarico, sta avvenendo il contrario».
Polemiche e sospetti: benvenuti nel vespaio-Pompei
Il monumento più visitato del mondo, i Scavi di Pompei, vive in perenne conflitto. Le tensioni e le polemiche tra dirigenti e rappresentanti della base sindacale hanno portato a una serie di accuse e mancate promesse. I sindacati hanno denunciato le carenze e le disfide organizzative, mentre gli amministratori hanno accusato i sindacati di non essere pronti a un confronto sui temi della riorganizzazione dei servizi. L'incendio dell'impianto di telesorveglianza ha bloccato la vigilanza, e le azioni delittuose si verificano sempre negli Scavi in parallelo con la riorganizzazione del servizio di vigilanza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo