Ca' Pesaro e Fortuny, rinvio a ottobre. Visite per piccoli gruppi VENEZIA. Ancora cinque settimane, almeno. Ma per i cosiddetti «musei minori», quelli esterni all'area marciana, i tempi saranno anche più lunghi. Lunedì hanno riaperto estetisti, parrucchieri, negozi, persino bar e ristoranti, ma per le sedi museali veneziane il lockdown continua ancora. Un dramma che riguarda almeno 400 lavoratori, senza contare tutto il circuito delle guide autorizzate dove già da qualche settimana si registrano licenziamenti senza preavviso per tutte quelle realtà che fanno capo a gruppi esteri. L'unica chance è la possibilità di qualche visita a porte chiuse: ieri cooperative, parti sociali e fondazione si sono riuniti in videoconferenza, cercando di trovare assieme una soluzione per riaprire le porte della culturale museale. Tutto ancora da definire, si resta nel terreno delle ipotesi, ma l'indirizzo generale sembra comunque chiaro: «L'idea è quella di aprire alcune sedi, per alcune ore al giorno, in alcuni giorni della settimana - spiega il segretario organizzativo di Muve Mattia Agnetti - Servirebbe anche a capire quale sarebbe l'effettivo movimento in questo periodo, per poi allargare gradualmente il servizio». La data esatta, al momento, non è stata individuata, ma si parla comunque della seconda metà di giugno. Le sedi interessate in prima fase sarebbero Ducale e Correr, mentre per il museo del vetro di Murano e per Ca' Rezzonico è probabile si debba attendere fino ad agosto. «Per i primi due musei ci sarebbero due formule possibili: o tutti i giorni della settimana con orario ridotto a quattro ore, o solo alcuni giorni, ma con orari più ampi», dice Andrea Porpiglia di Filcams Cgil. Il Ducale ad esempio potrebbe essere visitabile dalle 10 alle 15 e il Correr dalle 12 alle 16, anche per differenziare l'offerta; in alternativa, con un orario più esteso, si potrebbe puntare sulla seconda metà della settimana - da giovedì a domenica - o su aperture a giorni alterni per i due musei della piazza. Resteranno chiusi fino all'autunno invece i due spazi danneggiati dall'acqua alta dello scorso anno: Ca' Pesaro dovrebbe essere pronto per ottobre, ma senza bookshop e bar, mentre per il Fortuny si rischia di aspettare fino a novembre. «Nel frattempo stiamo attrezzando tutte le sedi per le visite in sicurezza - continua Agnetti - e abbiamo intenzione di aprire presto alle visite a porte chiuse: con prenotazione, gruppi di dieci persone al massimo, per poter offrire comunque la possibilità di vedere i nostri gioielli a quei turisti più organizzati». La fondazione vuole attivare in anticipo anche le attività destinate a famiglie e bambini, anche se per le scolaresche sarà più complicato, visto il numero di ragazzini che normalmente si presentano in comitiva. Le aperture degli altri musei, così come le biblioteche (quella del Correr necessita anche di altri lavori di consolidamento) e della torre dell'orologio, restano da definire e per gli itinerari segreti bisognerà rassegnarsi a una diminuzione di orari e partecipanti. La Fondazione musei nell'incontro di ieri con sindacati e cooperative, ha detto che c'è il rischio che si possa tornare alla normalità solo nella primavera del prossimo anno. Intanto fondazione e cooperative si sono impegnate a mantenere tutti i posti di lavoro, ma i dipendenti devono aspettarsi un brusco taglio nei loro orari: «Ancora non è arrivata la cassa integrazione, dopo nove settimane - attacca Porpiglia - Ci dicono che stanno spingendo con l'Inps per i fondi integrativi salariali, vogliamo chiedere la stessa cosa anche a Regione e Comune». Per questo Filcams, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, hanno già domandato un incontro per i prossimi giorni .