Il 19 e il 21 si riparte. Firenze aspetta il decreto. Sacchi: città d'arte in ginocchio Prato anticipa tutti sulla riapertura dei musei. Prima il Museo del Tessuto il 19 maggio, poi il Centro Pecci il 21 e anche Palazzo Pretorio negli stessi giorni. Mentre i musei fiorentini, grandi e piccoli, ma anche i senesi e quelli di altre realtà stanno attendendo di capire come e quando riaprire le porte dopo due mesi di lockdown, con l'assessore fiorentino alla cultura Tommaso Sacchi che spiega a Sky: «Abbiamo formulato delle ipotesi ma aspettiamo il decreto per prendere decisioni definitive. Le città d'arte sono in ginocchio. Nelle bozze dei decreti che circolano non è previsto un euro di ristoro dell'imposta di soggiorno che non stiamo incassando e rischiamo di non incassare per tutto l'anno». Sono dunque quelli pratesi a dare un colpo di acceleratore dopo che sono state rese note le linee guida per il ritorno alla quasi normalità dei luoghi di cultura: dalle visite contingentate all'obbligo di mascherine per visitatori e personale, la segnaletica per il distanziamento, percorsi a senso unico, pulizie giornaliere, dispenser per la sanificazione delle mani, limitazioni al touch screen e al contante, uso di app e siti per eliminare le file. Il primo museo dell'era post-Covid sarà dunque il Museo del Tessuto che il 19 torna con la sua mostra Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini che alla cerimonia dei David di Donatello ha conquistato la sua quarta statuetta grazie al lavoro nel film di Matteo Garrone. E fino al 3 giugno l'ingresso sarà gratuito, come anche al Pecci che ha già sanificato tutti gli ambienti e riorganizzati gli spazi di visita secondo le indicazioni. Infatti d'ora in avanti non potranno essere presenti più di 60 persone alla volta. Al Pecci ritroveremo la mostra fotografica di Mohamed Keita e The Missing Planet , dedicata alle arti di epoca sovietica. Con la riapertura sarà visibile un video di Adrian Paci, «Interregnum», composto da sequenze dei funerali di vari dittatori comunisti.