Fra annunci di ripartenza e marce indietro la riapertura dei musei si è fregiata di una delle tempistiche più confuse. Per i civici la data fissata è il 26, un nodo è l'aerazione delle sale, gli impianti devono garantire la conservazione delle opere e la sicurezza rispetto al virus. Brera apre il 2 giugno con il percorso a senso unico, il Cenacolo ha rinviato. È stata una tombola: 18; no 25; no anzi 2. La riapertura dei musei si è alla fine potuta fregiare di una delle tempistiche più confuse. Fra annunci di ripartenza da parte del Comune e marce indietro ordinate dalla Regione e subito dopo rinnegate, c'è un punto su cui il piano dettagliato per i musei civici annunciato fin dall'8 maggio si è arenato più di altri, quello dell'areazione delle sale. Nelle linee di indirizzo emanate dalla Regione si legge infatti: «Favorire il regolare e frequente ricambio d'aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di riciclo dell'aria». Nei musei gli impianti di climatizzazione sono tarati per garantire la perfetta conservazione delle opere d'arte, un equilibrio del microclima studiato nei dettagli e controllato quotidianamente dai custodi per evitare qualsiasi brusco cambiamento. Adesso dunque gli impianti andranno prima di tutto sanificati, ma soprattutto convertiti ad un utilizzo senza riciclo interno dell'aria che consenta comunque (ovviamente con più difficoltà) di mantenere temperatura e umidità costanti. Insomma andrà ricreato un inedito equilibrio fra virus che non deve circolare e conservazione delle opere. «Tutti i nostri impianti sono a funzionamento misto, ma la quantità dell'aria di ricircolo contribuisce in maniera diversa da impianto a impianto e quindi bisognerà nuovamente tarare ognuno di essi secondo le condizioni specifiche delle singole sedi museali», spiega Marco Minoja, direttore della direzione Cultura del Comune. «L'ordinanza regionale non esclude i condizionatori, semplicemente li rende meno efficienti perché devono usare aria sempre nuova dall'esterno e questo sarà un problema d'estate. Alcuni musei come la casa Boschi-Di Stefano, hanno una climatizzazione naturale e quindi non hanno bisogno di interventi, mentre è possibile che altri istituti, come quelli del Castello sforzesco, non aprano subito perché presentano situazioni più complesse e molto differenziate». L'apertura dei civici, sempre a scacchiera come già annunciato, slitta quindi al 26 maggio mentre la Pinacoteca di Brera ha fissato il 2 giugno (per ora). Qui si stanno facendo due settimane di rodaggio delle nuove norme che prevedono accessi contingentati e distanziati, il nuovo percorso delle sale a senso unico, la chiusura delle salette più piccole, la trasformazione delle attività didattiche in altre soluzioni come la possibilità di scaricare la guida sul proprio cellulare. Mentre la ditta che quotidianamente gestisce il controllo della climatizzazione fornirà le certificazioni dell'aria. Anche il Cenacolo ha rimandato l'apertura a data imprecisata poiché sono ancora in corso lavori di adeguamento degli spazi, dei percorsi e delle modalità di visita. Al Poldi Pezzoli, invece, hanno già igienizzato filtri e motori e abbassato al minimo possibile l'impianto di climatizzazione con l'assistenza tecnica del loro partner Mitsubishi.
Senso unico per visitare Brera. Musei civici, il nodo aerazione
La riapertura dei musei civici in Lombardia è stata posticipata a causa della pandemia di COVID-19. Il Comune ha annunciato la riapertura per il 26 maggio, ma la Regione ha richiesto di adottare misure di sicurezza più stringenti, come l'areazione delle sale e la riduzione dell'uso di impianti di condizionamento. I musei devono garantire la conservazione delle opere d'arte e la sicurezza dei visitatori. Alcuni musei, come la Pinacoteca di Brera, hanno fissato una data di apertura più precisa, mentre altri, come il Cenacolo, hanno rimandato la loro apertura a data imprecisata.
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