ERA un paradosso monumentale, lo spettro nero al quale era vietato avvicinarsi. La storia e la bellezza dell'arte contro cinque secoli di storia e poco meno di trent'anni per cancellare dalle rotte dei visitatori il castello di Ottaviano. Da residenza estiva dei Medici a fortino dei Cutolo, oggi la residenza Medicea è un cantiere in piena attività. Così la villa patrizia si prende la rivincita contro la camorra e prova a rivivere. E i primi "turisti" saranno ricevuti sabato 24 e domenica 25 (dalle 9 alle 13) per le Giornate del Patrimonio, di cui il castello sarà il must, uno degli itinerari eccellenti, realizzati in collaborazione con l'assessorato ai Beni culturali della Provincia dall'associazione T-Art. Intanto si lavora al recupero degli affreschi settecenteschi del Mozzillo, ritrovati in pessime condizioni sulle pareti degli ambienti al pianoterra: entro la fine dell'anno torneranno com'erano. Gli altri due piani restano off-limits. Chi ci andrà, anticipano gli organizzatori, resterà sorpreso dalla bellezza di queste decorazioni. E potrà provare a imaginare com'era prima del buio degli anni Ottanta. Sei statue di marmo di epoca romana, tra cui l'Uomo togato, e una barocca raffigurazione della Primavera: è un piccolo assaggio dell'inventario del piano-terra. È sparito I invece lo stemma dei Medici, all'ingresso, che pesava quattrocento chili, e con esso una parte importante del patrimonio di un ramo della famiglia Medici che villeggiava a Ottaviano. Tre piani immersi in oltre tredicimila metri quadrati di giardino, lasciavano pensare che ai piedi del Vesuvio esistesse il paradiso. Acquistato nel 1567 per 50mila ducati da Bernadetto, cugino di Cosimo de' Medici e da sua moglie Giulia, l'edificio visse i fasti grazie a Giovanni Battista de'Medici, imparentato con Lorenzo il Magnifico. Solo nel Settecento si intrapresero lavori di ammodernamento e fu modificata la cinquecentesca struttura originaria. Tutto restò com'era fino a quando la proprietà passò ai principi Lancellotti di Lauro, ramo maschile della discendenza fiorentina. Con loro ebbe inizio il declino, molti arredi furono ceduti. Fu allora che iniziarono le trattative con la famiglia Cutolo, che chiuse l'acquisto per 280 milioni. Già dal '78 la Nco controllava direttamente l'edificio: sparirono sculture, biblioteca e armeria. Due anni dopo la società-ombra "II Castello" risultava proprietaria a tutti gli effetti. Mai i Cutolo hanno vissuto in quelle stanze, dove pare si celebrassero soltanto le cerimonie di affiliazione e i summit. Tra l'84 e l'85 l'edificio venne confiscato, ma la pratica fu più lunga del previsto. Nel 1994 si chiuse la questione legale. Dieci anni per restituirlo alla città e al Comune di Ottaviano. Ci vollero altri 9 anni: per 18 il castello venne abbandonato. Chiunque accedeva indisturbato dal retro. Nel 2002 il sindaco Michele Saviano offre in comodato d'uso per 99 anni al Parco Nazionale del Vesuvio il piano terra, la casa del custode, la scuderia, i giardini, con l'obbligo della manutenzione. «Negli ambienti restaurati andranno gli uffici dell'Ente Parco, nella casa del custode l'infopoint», spiega Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Ottaviano e consigliere del Parco Nazionale del Vesuvio. Fondamentale il progetto per il consolidamento statico, la copertura e la ridipintura esterna firmato dal Comune di Ottaviano e dalla So-printendenza di Palazzo Reale. Luciana Arbace, storica dell'arte che con passione tutela e valorizza il patrimonio della provincia di Napoli, si occupa dell'alta sorveglianza sul restauro delle pitture murali, la perizia dell'architetto Lilly Foglia le ha fatto seguire le operazioni di restauro strutturale. Da non perdere due preziosi ovali attribuiti a Guido Reni e Carlo Cignani, che furono dipinti per la I famiglia Medici e presumibilmente parte del patrimonio del castello, appena ritornati dalla mostra "Tesori della fede"a Castel Sant'Angelo: prima che ripartano per un tour di mostre dove si faranno onore, si potranno vedere sabato e domenica nella I chiesa di San Michele, di fronte al castello. Poco oltre, la chiesa del Rosario, altro gioiello con opere di committenza medicea, dove si sta restaurando la grande tavola dell'altare di fine Cinquecento.
CAMPANIA: "Fortezza" Cutolo: l'arte batte il boss
Il castello di Ottaviano, una villa patrizia dei Medici, è stato oggetto di un lungo e complesso processo di restauro e recupero. Dopo essere stato acquistato dai Cutolo nel 1978, l'edificio è stato abbandonato per 18 anni. Nel 2002, il Comune di Ottaviano ha offerto in comodato d'uso il piano terra, la casa del custode e i giardini al Parco Nazionale del Vesuvio per 99 anni. Il restauro è stato condotto con la collaborazione di diverse organizzazioni, tra cui l'associazione T-Art e l'Ente Parco. Gli affreschi settecenteschi del Mozzillo sono stati restaurati e ritrovati nelle loro condizioni originarie.
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