«UN PURO atto vandalico», dicono i carabinieri che conducono le indagini. A sfregiare il monumento prendendolo a martellate, sono stati due ragazzi, poi fuggiti in auto. Lunedì i restauratori di Zetema si metteranno al lavoro per ricomporre i frammenti di marmo rimasti a terra Sono arrivati al Celio, hanno preso amartellate la fontana che era stata recentemente restaurata e poi sono risaliti in auto lasciando a terra solo delle schegge di marmo. Ilmuso del cinghiale che formava la piccola prua della Navicella, invece, lo hanno portato via. Per ora resterà così, la Fontana della Navicella, amputata della sua prua, dopo il raid dei due giovani che alla luce del sole l'hanno sfigurata, nel primopomeriggio di mercoledì. «Il restauro partirà lunedì e sarà affidato a Zetema. I restauratori - spiega il Soprintendente ai Beni Culturali del Comune, Eugenio La Rocca - ricomporranno i frammenti rimasti nel giro di due giorni, ma la parte mancante non sarà reintegrata, perché speriamo di riuscire a ritrovarla, come accaduto in altri casi. Sono situazioni che fanno cadere le braccia». Il muso del cinghiale non ha comunque nessun mercato, poiché staccato dal resto la sua forma non è neanche riconoscibile. Resta il grave danno alla fontana, attribuita al Sansovino, che risale all'inizio del '500 e raffigura un'imbarcazione romana: secondo la leggenda, sarebbe ispirata a un ex voto offerto dai marinai a Iside, protettrice dei naviganti. Alla ricerca della prua perduta, un frammento lungo 15 centimetri, adesso ci sono i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico, che sulla natura dell'accaduto non hanno molti dubbi. «Si tratta sicuramente di un atto vandalico», dicono, anche se il modo in cui è avvenuto potrebbe far pensare che la scelta dell'obiettivo avesse un significato ben preciso, intimidatorio, magari verso la chiesa di Santa Maria in Domnica, di fronte alla quale si trova la fontana, oppure dimostrativo. Al fatto ha assistito solo un passante, che ha chiamato il 112, ma quando i carabinieri sono arrivati i vandali erano già scappati. «È stata la bravata di due ragazzi che non sapevano come ammazzare il tempo. Mi auguro che vengano acciuffati presto. È desolante che accadono episodi del genere »,commenta l'assessore capitolino alla Cultura, Gianni Borgna