Monica Lavopa de Il Melograno: «La riapertura emozionante come se fosse l'inaugurazione» In tanti durante il lockdown hanno venduto online «Non sai quanto ci sei mancato». Mattia Perin di Ca'Libro poco dopo avere alzato le serrande del negozio, viene accolto con un abbraccio, virtuale ovviamente, da parte di tutti i residenti di via Santa Giulia. I clienti numeri uno della fase due sono muniti di mascherina, ordinati in fila per uno e se c'è da aspettare si aspetta senza fare storie. All'ingresso i librai offrono gel disinfettante e guanti per permettere, finalmente, di sfogliare le pagine dei romanzi in esposizione. «Ieri sera ho fatto fatica ad addormentarmi», scherza Monica Lavopa titolare di «Il Melograno», in corso Racconigi 15. «Ero emozionatissima, e lo sono ancora adesso, come se fosse l'inaugurazione». Nel primo pomeriggio dopo il lockdown sono entrate in negozio almeno venti persone, qualcuno per comprare, altri per un saluto veloce, un bentornati guardandosi di nuovo negli occhi prima di lasciare il posto alle persone in coda. Il primo titolo del nuovo mondo è un regalo per un bambino che sta per festeggiare il suo primo compleanno. Era ora che dalle vetrine rispuntassero i libri. Da via Cernaia una signora si affaccia all'interno di Angolo Manzoni per chiedere «I fratelli Karamazov» al volo, all'interno invece si cercano gialli ambientati in città e i romanzi di Luis Sepúlveda, lo scrittore cileno morto di Covid-19 lo scorso 16 aprile a cui è stata dedicata la giornata della ripartenza. Il titolare Nicola Roggero si muove tra gli scaffali per aiutare chi glielo chiede. I torinesi sentivano la nostalgie delle librerie indipendenti e dei loro consiglieri di fiducia; non vedevano l'ora di andarli a trovare. «In questi mesi di luci spente abbiamo fatto spedizioni in tutta Italia», dice «ci sono arrivati ordini da Pesaro, Venezia, l'Aquila». I librai indipendenti non sono mai stati fermi durante tutto il lockdown, hanno scoperto l'utilità dei social network e grazie alle consegne a domicilio hanno scoperto nuove opportunità commerciali che non vogliono perdere anche a serrande finalmente tirate su. Però dal vivo, per chi può, è tutta un'altra cosa. I libri aperti sono a disposizione di tutti e tutti possono sfogliare, leggere, abbandonare, chiedere pareri senza fretta, proprio come succedeva prima del virus. Alla Luxemburg in piazza Carignano per tutto il giorno c'è stato il solito viavai di affezionati lettori: «Ciao Gigi, ciao Tonino». C'è adrenalina nell'aria, e voglia di ritornare nei luoghi a cui siamo più affezionati. «Ci sono venute idee che sperimenteremo nel corso dei prossimi giorni, per rimettere insieme i pezzi di questa comunità che abbiamo sentito più che mai vicina in queste settimane complicate», hanno scritto su Instagram i titolari della Libreria Therese. Messaggio ricevuto e condiviso: poco dopo la riapertura, in corso Belgio numero 49 tre persone erano in fila ad aspettare il proprio turno per entrare. Ha riaperto anche Spazio B in via Carlo Alberto, La Libreria del Golem in via Rossini, il Ponte sulla Dora in via Pisa 46. Oggi riapriranno tutte le altre, tra queste la BorgoPo di via Ornato, I Libri di Eppi in via Piazzi 47, la Trebisonda di via Sant Anselmo 22. Tutte continueranno a garantire la consegna a domicilio, non solo in città. L'offerta è più forte di prima che il coronavirus sconvolgesse le nostre vite. A giudicare dalle persone in fila per il proprio libro, anche la domanda.