Si definisce «custode del tempo», Vincenzo Panza, 57 anni, di professione consulente, collezionista di cimeli sulla storia dei Savoia. «Ho iniziato quindici anni fa. Come presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Brugherio ho organizzato una mostra sulle uniformi storiche. E ho iniziato a documentarmi sulla dinastia dei Savoia, a raccogliere oggetti e documenti». Oggi la sua collezione vanta oltre cinquanta uniformi, un trono sabaudo, vari ritratti, una poltroncina di Vittorio Emanuele II, diari, pezzi storici. «Su una bancarella ho trovato un'urna del referendum del 2 giugno 1946»: quello che sancì la nascita della Repubblica. Monza. «L'ora fissata per il Grand'alt non era ancora al suo termine, che intesi dei colpi di cannone, prima sulla mia sinistra, e poi sulla mia destra () ». Sono le parole scritte il 24 giugno 1866 nel diario di guerra della battaglia di Custoza dal generale Efisio Cugia, a capo dell'VIII divisione ed aiutante di campo dell'allora principe ereditario e poi re, Umberto I. Quel diario è da poco nella collezione di Vincenzo Panza, 57 anni, «custode del tempo», come si definisce lui, di professione consulente. «Ho iniziato a collezionare quindici anni fa. Come presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Brugherio decisi di organizzare una mostra dedicata alle uniformi storiche. Fui affascinato da quelle in cui sentivo vivere la storia e poco dopo acquistai la mia prima uniforme da Ufficiale dei Carabinieri Reali». Dalle uniformi ai cimeli sabaudi il passo è stato quasi inevitabile: «I carabinieri Reali furono istituiti da Vittorio Emanuele I di Savoia nel 1814 come Guardie del Re. Ho iniziato a documentarmi sulla dinastia Savoia, la più longeva d'Europa e a raccogliere oggetti e documenti sabaudi». Oggi la sua collezione (www.collezionesabauda.it) vanta oltre cinquanta uniformi, preziose soprattutto per ciò che sanno raccontare come la divisa dell'ultimo ufficiale che salutò Umberto II alla partenza per l'esilio. Oltre alle uniformi la collezione vanta diversi oggetti come un trono sabaudo, una poltroncina da fumo appartenuta a Vittorio Emanuele II che porta la dicitura «proprietà di sua Maestà», posate di casa Savoia, le spazzole in legno con le effigi di Margherita e Umberto, un copriletto ricamato con la corona di Sardegna appartenuto a Margherita, un ritratto di Vittorio Emanuele III dipinto da Giuseppe Barbaglia, esponente della Scapigliatura milanese. «Acquisto nei mercatini spiega Panza , mi piace preservare dall'incuria cimeli che hanno un'anima, ma non ho mai speso cifre folli. A volte chi vende non ha idea del valore storico di certi oggetti come quando ho trovato su una bancarella un'urna del referendum del 2 giugno del 1946». Proprio l'urna del referendum che sancì la nascita della Repubblica è l'oggetto che chiude le mostre tematiche che Vincenzo Panza con l'amico Fabrizio Bava organizza in tutta Italia. Oggetti della collezione sono stati esposti anche a Palazzo Reale a Milano, alla Società del Giardino e, in occasione della Festa dell'Arma, in varie città italiane. Per la sua attività, Vincenzo Panza è stato insignito dai discendenti di casa Savoia del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito di casa Savoia, mentre nel novembre scorso a Palazzo Marino ha ricevuto l'attestato di «Paladino della memoria» insieme a Liliana Segre.