Personaggi Franca Fenga Malabotta con il marito Manlio fu protagonista della vita culturale della città, e non solo Protagonista attiva del panorama culturale triestino, è scomparsa martedì scorso, 28 aprile, all'età di 96 anni, Franca Fenga Malabotta. Nata l'11 marzo del 1924 nella città giuliana, la donna si è spenta nella sua casa. Malabotta era vedova del collezionista d'arte, critico e notaio Manlio Malabotta (1907-1975), protagonista di spicco della cultura italiana del secolo scorso (e frequentatore, tra gli altri, dell'editore Scheiwiller, di Leo Longanesi, Leonor Fini, Umberto Saba, Giovanni Comisso). Dalla scomparsa del marito, di cui era più giovane di quasi vent'anni, la donna è stata custode della sua pregiata collezione artistica che annovera, tra gli altri, una rassegna di dipinti e disegni di Filippo de Pisis, opere di Giorgio Morandi, sculture di Arturo Martini e dipinti di maestri triestini come Vittorio Bolaffio e Giorgio Carmelich. Oggi molte di queste opere sono state donate da Franca Malabotta a diversi enti e conservate presso importanti istituzioni museali italiane, come il Museo Revoltella di Trieste, la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara o il Comune di Trieste che, dal 2017, accoglie alcune opere del futurista triestino Giorgio Carmelich e del pittore Arturo Nathan. Franca aveva vissuto con il marito prima nella Marca trevigiana e poi a Trieste nell'abitazione «artistica» che arredò per loro l'architetto Romano Boico (1910-1985). La donna è stata anche presidente dell'Associazione triestina Amici dei musei Marcello Mascherini (2002-2008) e ha diretto la sezione Arti visive del Circolo della Cultura e delle Arti, per cui curò numerosi incontri. Lo scrittore Daniele Del Giudice la ritrasse nel libro Lo stadio di Wimbledon (Einaudi, 1983) come la «signora dei sestanti».