Dall'interno della Rocca, antico castello medievale, il Mag, Museo Alto Garda di Riva del Garda, gode di una vista privilegiata sul Lago di Garda. Storia, archeologia, paesaggio, arte e contemporaneità dialogano nelle sue sale, ancora chiuse al pubblico per l'emergenza coronavirus. Negli spazi espositivi, però, qualcosa sta succedendo. Almeno questo è quello che racconta Matteo Rapanà, «archeologo di formazione ma tuttofare per vocazione», come si definisce. Forse evocando le atmosfere del film Una notte al museo , diretto da Shawn Levy, Rapanà immagina che Marco Mutellio della tribù Fabia, figlio di Marco, legionario della X legione, narri la propria storia intrecciandola a quella della «gente di Riva». Il pretesto gli viene offerto dalla sua epigrafe «M Mutellius M F Fab Leg X T F I», poche lettere per riassumere una vita intera. «Ai miei tempi, l'età romana, era usanza che gli epigrafisti cioè coloro che incidevano le lettere sulle pietre funerarie riportassero solamente le iniziali della maggior parte delle parole, così potevano scrivere di più. Però la mia epigrafe è mezza vuota. Maledetti epigrafisti che si fanno pagare a lettera», questo potrebbe essere secondo l'archeologo il pensiero del legionario. Di lui avrebbero potuto scrivere, ad esempio, che era stato arruolato sotto Cesare e che aveva combattuto in mezza Europa prima di tornare a Riva del Garda. «Inutile recriminare. Tutto sommato, mi è andata anche bene. Non mi posso lamentare: sono qui al calduccio in un bel museo, ho una bella luce che mi illumina e anche una didascalia che spiega a tutti cosa ho fatto in vita», osserva ancora Marco Mutellio. Accanto alla sua, altre epigrafi aspettano i visitatori del museo: quella di Lucio Magio Magiano e della moglie Claudia Severa, appartenenti alla gens Magia, una delle stirpi più prestigiose e ricche di Riva del Garda, ad esempio. Claudia Severa teneva così tanto al prestigio della famiglia e a onorare i propri defunti, che consegnò 60mila sesterzi al collegio dei barcaioli del lago di Garda perchè organizzassero ogni anno cerimonie in loro onore. Nonostante la loro ricchezza, non sono comunque le epigrafi il pezzo forte della sezione archeologica del museo. «Questo primato spetta alle statue stele, sculture incise a tutto tondo dell'età del Rame. Gli uomini, alti e imponenti, sono decorati con pugnali, asce, mantelli e cinturoni a simboleggiare il rango elevato. Le donne, invece, sono ornate con diademi, preziosi gioielli e raffinati indumenti. Infine ci sono i figli che un giorno avrebbero ereditato il potere dai genitori», conclude Rapanà.
Archeologia e arte. Tra epigrafi e steli al Mag di Riva
Il Mag, Museo Alto Garda di Riva del Garda, è un museo situato all'interno della Rocca, un castello medievale. Il museo è ancora chiuso al pubblico a causa dell'emergenza coronavirus. Nelle sue sale, l'archeologo Matteo Rapanà racconta la storia di Marco Mutellio, un legionario della X legione, che ha lasciato un'epigrafe con le iniziali della sua epigrafe. Rapanà immagina che Mutellio narri la sua storia intrecciandola a quella della gente di Riva. L'epigrafe di Mutellio è mezza vuota, ma Rapanà pensa che potrebbe essere stata scritta per riportare le iniziali della maggior parte delle parole.
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