Rossella Rubino, presidente della commissione: «Riuniamo le associazioni e ripensiamo agli spazi» matera Rivedere piazze stracolme e spettacoli dal vivo all'insegna del tutto esaurito sarà molto difficile, ma questo non vuol dire ammettere la sconfitta. Cambierà molto, ma non tutto; l'importante è essere in grado di programmare e di mettere a valore gli spazi pubblici utilizzati con successo durante il 2019 che confermano il modello-Matera come un esperimento riuscito. Ne è convinta Rossella Rubino, presidente della Commissione consiliare Cultura che prova a immaginare le prossime fasi che aspettano la città, ricordando uno dei temi sui quali è più volte tornata anche in tempi non sospetti: il cartellone unico degli eventi che coinvolgerebbe così tutti gli operatori culturali: «La ripresa ci chiama tutti a un impegno fondamentale: programmare tenendo in considerazione le direttive del Governo. Serve mettere a punto proposte che non decretino la fine di un intero comparto che molto ha fatto soprattutto a Matera nell'anno da capitale europea della cultura, un settore che rischia di scomparire. Abbiamo dimostrato di aver messo a punto un sistema positivo che si è rilevato valido se pensiamo che il nostro problema principale, l'assenza di un teatro, è diventato invece il punto di forza. La città infatti ha inventato luoghi come la Cava del Sole o le piazze nelle quali sono stati ambientati veri e propri eventi se pensiamo ad esempio alla Cavalleria rusticana messa in scena in piazza San Pietro Caveoso». I contributi a pioggia in questa fase sarebbero inutili perché ciò che servirà saranno soluzioni innovative e strutturali in grado di traghettare le città verso una totale inversione di tendenza che non ragionerà più in termini di numeri e forse metterà la qualità delle proposte di nuovo al centro delle scelte. La concezione di spettacolo dal vivo, destinata a diventare tutt'altro in termini di capienze richiederà dunque anche concezioni di programmazione mai affrontate prima. Per Rossella Rubino questo sarebbe uno dei passaggi più stimolanti e al tempo stesso più particolari da affrontare. «Il cambiamento starà solo nei numeri, nel pubblico presente che dovrà essere meno numeroso, perché la proposta culturale di valore è destinata a rimanere. Oggi bisogna pensare a uno spettacolo che diventi ciclico e non rappresenti una perdita anche in termini economici. Il momento che stiamo vivendo richiede cautela ma questo non vuol dire che tutto debba fermarsi e che il tessuto economico venga colpito in modo indiscriminato». Il tema dei contenitori cittadini è quanto mai attuale. «In 20 città italiane si stanno cercando grandi spazi per non fermare gli spettacoli dal vivo anche dopo il periodo di emergenza. È per questo - prosegue Rossella Ruubino - che Matera rappresenta un paradigma italiano ma anche internazionale. Abbiamo testato per un anno intero cosa vuol dire fare intrattenimento all'aperto e farlo nelle migliori condizioni di sicurezza. Da Cava del Sole a piazza Vittorio veneto è stato dimostrato che programmare un calendario di iniziative culturali, a queste condizioni, è possibile». La sinergia richiamata da questo aspetto non può che coinvolgere anche la Fondazione Matera-Basilicata 2019: «Non hanno smesso di operare e queste professionalità devono essere tenute in considerazione per un percorso da compiere tutti insieme», ha concluso il presidente Rubino.