E' una caccia al cinghiale. All'animale raffigurato sul rostro della prua presa a martellate e staccata di netto dalla Navicella. Non si sa ancora perché e tantomeno da chi. Ma senza quel pezzo di marmo mancante, senza quei 15 centimetri di marmo bianco appena rimodellati dai restauratori di Zètema, il lavoro di recupero sarà complicatissimo. «Il danno, per l'intera comunità non solo a noi, sarebbe irreparabile: la Navicella è un pezzo unico, non saremmo in grado di riprodurla così com'era, resterebbe amputata per sempre», accusa decisamente il colpo il professor Eugenio La Rocca, sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma. I lavori di restauro iniziaranno subito, già lunedì prossimo i tecnici allestiranno il cantiere. Ora la Navicella è ancora più sospesa, galleggia su un ceppo, amputata della sua parte anteriore. Incagliata in un mistero che non si chiarisce. Fu realizzata nel 151819 su committenza del cardinale Giovanni De' Medici dallo scultore Andrea Sansovino che proprio in quegli anni stava effettuando per il papa Leone X il restauro della chiesa di Santa Maria in Domnica che si trova proprio di fronte alla Fontana. Ipotesi, sospetti, tracce, esili collegamenti, non bastano a spiegare un atto così grave. «Un monumento purtroppo non ha capacità di reazione, è indifeso - osserva ancora La Rocca - in questo caso il gesto è ancora più grave perché purtroppo non abbiamo il calco e possiamo ricostruire il muso del cinghiale solo sulla base delle fotografie scattate durante l'ultimo restauro». All'aperto, fragilissmo, ma senza il calco. Eppure il restiling è recentissimo. Era stato completato nel maggio dell'anno scorso (costo circa 94 mila euro). Erano stati rimossi gli elementi metallici degradati, posti in opera i colonnotti laterali, eliminato lo zampillo centrale e sistemata l'aiuola perimetrale, rifatta la vasca con i ciotoli. Insomma, un intervento complesso in cui non fu prevista però la realizzazione di un semplice calco. Le origini della Navicella costituiscono da sempre un altro mistero. «Si discute - spiega ancora La Rocca - se il monumento sia stato restituito su un originale o invece rifatto ex novo. Resta il fatto che non abbiamo altri originali se non alcuni frammenti di navi in marmo». Non è certo la prima volta che un monumento di Roma viene preso di mira dai vandali. La dinamica questa volta non è stata ancora chiarita, tutto si base sulla telefonata di un anonimo che avrebbe visto due ragazzi prendere a martellate la Navicella. «Mi auguro che vengano acciuffati presto - commenta l'assessore capitolino alla Cultura, Gianni Borgna - è desolante che questi fatti accadano nonostante le campagne di sensibilizzazione che conduciamo nelle scuole». In quanto al restauro, secondo l'assessore «non richiederà molto tempo». E se non si riuscisse a recuperare il pezzo mancante «bisognerà realizzarne una copia». E le indagini? «Stiamo valutando varie ipotesi, scandagliando anche l'ambiente della ricettazione, seppure ci sembra assai improbabile che il muso del cinghiale abbia un valore commerciale», spiegano i carabinieri del nucleo Patrimonio artistico. Gli agenti del Commissariato Trevi hanno raccolto intanto la testimonianza della segretaria di redazione del Messaggero che mercoledì mattina ha preso la telefonata anonima. La Navicella era già stata mutilata.