Schmidt azzarda: fra 2 anni altro boom In due mesi di chiusura gli Uffizi hanno perso 10 milioni di euro e pensano ad accordi con musei più piccoli per spalmare le code in tutta Firenze quando ci sarà la riapertura. Ma se non si riaprirà il complesso museale dovrà rivedere i propri investimenti. «Gli Uffizi hanno le spalle larghe dice il direttore Eike Schmidt ma se la chiusura sarà lunga dovremmo rivedere il nostro piano di investimenti e spostare delle spese al 2021». I danni, 10 milioni di euro per due mesi di chiusura, e le prospettive, accordi con musei più piccoli per spalmare le code in tutta Firenze quando ci sarà la riapertura. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt parla alla stampa estera per condividere dati e progetti delle Gallerie fiorentine. Non dà date certe di riaperture, per quelle aspetta la decisione della Direzione Generale dei musei, ma prospetta il dopo quando arriveranno indicazioni da Roma. «Gli Uffizi hanno le spalle larghe, per il momento la perdita stimata è di 10 milioni di euro, ma se la chiusura si dovesse procrastinare a lungo dovremmo rivedere il nostro piano di investimenti e spostare delle spese all'anno prossimo». Sono ipotesi mentre il principale museo fiorentino mantiene i contatti coi suoi visitatori via web nei giorni scorsi sono iniziate le visite guidate per i visitatori spagnoli in castigliano e a seguire ci saranno in inglese e la quasi totalità dei dipendenti lavorano da remoto: «Una modalità che ha ricadute benefiche per l'ambiente dice Eike Schmidt e per la società, che anche in futuro andrà utilizzata e che per il momento vedi tanti impegnati sulla digitalizzazione». La riapertura per ora è di là da venire le attività culturali saranno presumibilmente quelle che dovranno aspettare di più. Ma se il distanziamento richiesto dovesse non essere al di sopra di quello di cui si è parlato per fabbriche e aziende, Schmidt sarebbe pronto: «L'algoritmo messo a punto con l'Università dell'Aquila, il sistema taglia coda, era studiato per consentire l'ingresso a un numero di persone tali per cui tra una e un'altra ci potesse essere una distanza di 22 metri. Certo poi dipende anche da come si comporta la gente». Sul fatto che per tutto il 2020 se ci saranno visitatori questi saranno solo fiorentini o italiani Schmidt è quasi certo, ma per il futuro è ottimista. «Io credo riflette che entro un paio d'anni accadrà quello che è accaduto nel 1968 , due anni dopo l'alluvione del '66, quando ci fu un'esplosione di ingressi. Anche se noi premeremo per una fruizione dell'arte più slow». Nelle more sta ragionando per allargare gli accordi degli Uffizi con i musei minori come aveva auspicato anche Cristina Acidini in un intervento sul Corriere Fiorentino sabato scorso. «Già adesso ricorda col biglietto degli Uffizi si poteva entrare gratuitamente all'Archeologico e al museo dell'Opificio delle Pietre Dure. Noi rinunciavamo a parte dei nostri introiti e favorivamo la conoscenza di luoghi bellissimi. Questa stessa soluzione si potrebbe allargare ad altri musei meno frequentati». Non basta, mentre pensa a una nuova calendarizzazione delle mostre in programma in questo periodo quella su Giovanna Garzoni, quella sui codici miniati medievali recuperati dal Commando Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri e quella su Giuseppe Bezzuoli il direttore preme perché, finito il lockdown, venga procrastinata la mostra su Raffaello delle Scuderie del Quirinale oltre la data prevista, il 3 giugno: «Da parte nostra c'è la disponibilità a prolungare i prestiti delle nostre opere e cercherò di spingere anche altri musei a fare lo stesso magari dando loro in prestito qualcosa del nostro patrimonio». Ma anche per questo ci sarà da attendere. Non si attende invece per la tutela del museo. Sono già state fatte le sanificazione e tutti i giorni alcuni tecnici controllano che le opere siano sempre in salute e protette.
Uffizi: già 10 milioni in meno, investimenti in bilico. Accordo coi musei minori
Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, afferma che il complesso museale ha le spalle larghe per la chiusura, ma se la situazione si protrae, dovrebbe rivedere il piano di investimenti e spostare spese al 2021. La perdita stimata è di 10 milioni di euro per due mesi di chiusura. Schmidt promette che gli Uffizi saranno pronti per la riapertura, con accordi con musei più piccoli per spalmare le code in tutta Firenze. Il sistema di taglio coda è pronto, ma dipende anche dalla gente. Il direttore è ottimista per il futuro, sperando che entro un paio d'anni ci sarà un boom di visitatori.
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