«Uno spazio per arte, cronaca e società» Radio Gamec, che in un mese ha portato (virtualmente) a Bergamo personalità come Paolo Fresu, Michela Murgia e Stefano Boeri, diventerà una vera e propria trasmissione radiofonica. Nata da un giorno all'altro, come «emittente dal fronte» nei giorni caldi dell'epidemia di coronavirus, non si spegnerà al termine dell'emergenza. Ad annunciarlo, forte del successo riscosso in quattro settimane di dirette Instagram, è il direttore della galleria Lorenzo Giusti: «Siamo andati oltre le aspettative. Abbiamo allestito una vera redazione. Leonardo Merlini, a cui è affidata la conduzione, ogni giorno dalle 11.30 alle 12 dialoga con due ospiti, uno della città e uno da quello che abbiamo definito "il resto del mondo". Abbiamo già i tempi, i ritmi e la capacità di approfondimento di una trasmissione radiofonica dice . Proseguiremo nella veste quotidiana tutto aprile, a maggio vedremo se diradare gli interventi. L'esperienza poi continuerà, anche se dobbiamo ancora capire come: stiamo valutando se appoggiarci a una radio già esistente o creare una web radio nostra». L'intento, dunque, è di accompagnare, «con uno spazio che tenga insieme arte e cultura, cronaca e società», i giorni della ripresa. Perché «il domani prosegue Giusti non dovrà essere una semplice ricostruzione del passato. Come ci hanno insegnato i vari ospiti, bisognerà buttare il quaderno degli appunti e aprire la prima pagina di un quaderno nuovo, sulla quale tutti sono chiamati a scrivere». Anche per questo Radio Gamec che, in finora «ha fatto da megafono, soprattutto fuori dal territorio della città, alla raccolta fondi a favore dell'ospedale Papa Giovanni XXIII», da lunedì promuoverà il fondo di mutuo soccorso di Palafrizzoni. Difficile quantificare il numero di persone in ascolto (anche perché le puntate possono essere riascoltate sul sito e sugli altri profili social), ma, rivela Giusti, «posso dire che la trasmissione è diventata un palco ambito: in molti mi contattano per intervenire». Radio Gamec è la punta di diamante, ma non è l'unica iniziativa messa in campo per rispondere al lockdown. È parte «di un riallineamento generale, che ha portato tutti i dipartimenti del museo a interpretare questo tempo, a produrre idee nuove, contenuti che abbiano un senso sul web». Lo sono i laboratori Art Room (che proseguiranno fino a maggio), le opere video che ogni settimana sono caricate nell'ambito dell'Artists' Film International, ma anche «Il giro del giorno». Quaderno personale dell'artista Antonio Rovaldi, è nato dal desiderio di dare voce ai temi della sua mostra «Il suono del becco del picchio» (chiusa poco dopo l'inaugurazione) ed è uno scambio epistolare fra scrittori, fotografi, paesaggisti e giornalisti. «Possiamo però inventarci nuove esplorazioni verso geografie che non richiedono sforzi fisici, ma soltanto uno spostamento immaginifico del nostro pensiero, in grado di spalancare finestre su altre possibili realtà», scrive l'artista.