Da Picasso a Banksy: incertezze sulle esposizioni, in attesa della «fase due» Anche Banksy, il misterioso street-artist noto in tutto il mondo per i suoi interventi su muri, strade e palazzi, in questi giorni è si mostrato su Instagram confinato in casa. Nel suo bagno, tra specchi storti, carta igienica ovunque e topi dipinti disseminati. Il tutto condito dalla frase «mia moglie odia quando lavoro a casa». Al controverso artista inglese Ferrara aveva in programma di dedicare un'esposizione in maggio a Palazzo dei Diamanti. Una di quelle mostre ferme, come ha ricordato mercoledì, nell'intervista al nostro giornale, l'assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori, al pari di quelle del Polittico Griffoni a Bologna o su Ulisse a Forlì. Con l'auspicio di «ripartire a breve, rispettando tutti i protocolli di sicurezza» e confidando sulla vendita di biglietti in prenotazione e sul controllo di accessi per evitare le file. Nell'attesa, in molti si sono attrezzati per un tour virtuale come il Museo della Ceramica di Faenza. Con il percorso che racconta il profondo legame tra Pablo Picasso e la ceramica, in una mostra peraltro prorogata fino al 13 maggio grazie al Musée National Picasso di Parigi che ha allungato il periodo di concessione dei 50 pezzi unici prestati al museo romagnolo. A Parma, invece, destinata a rinviare all'anno prossimo le iniziative come Capitale italiana della Cultura, l'archivio-museo dello Csac, nell'Abbazia di Valserena, continua a raccontare sul proprio sito www.csacparma.it l'installazione «On Identikit» di Massimo Bartolini. L'artista si è focalizzato sulle opere di due grandi maestri quali Luigi Ghirri e Luciano Fabro, entrambi presenti nelle collezioni. Concentrandosi in particolare sulla ricerca di tutti i dischi in vinile fotografati nel 1979 da Ghirri nella serie «Identikit», dove l'artista emiliano restituiva in maniera veritiera un ritratto di se stesso attraverso quello della propria libreria. I titoli dei vinili, spesso erosi dall'uso e quasi illeggibili sulla spina dei 33 giri, hanno provocato in Bartolini una curiosità da archeologo per poter sfilare finalmente i dischi dalla libreria e ascoltarli, rigorosamente su vinile, in un luogo ben preciso. Bartolini ha così attivato un corto circuito tra la serie di Ghirri e la scultura Lo Spirato, a cui Luciano Fabro ha lavorato per 5 anni. Realizzando il calco del suo corpo su un giaciglio, quindi un gesso, per poi lanciare una campagna di sottoscrizioni per la modellazione della scultura in marmo nel 1973. Il gesso de Lo Spirato, donato allo Csac, è oggi in una delle cappelle nobiliari della Chiesa dell'Abbazia di Valserena. «A me commenta Bartolini farebbe piacere far ascoltare una musica a quella scultura, forse per consolarsi, come quando si porta un mazzo di fiori su una tomba. O per rallegrare, come quando si vuole smuovere un'energia, o fare un sortilegio per rendere organico l'inorganico». Anche le iniziative di rassegne d'arte che si propagavano nelle strade in primavera sono costrette a reinventarsi in qualche modo. A Vergato, paese natale di Luigi Ontani ai piedi dell'Appennino bolognese, nel weekend si terrà per esempio «Vergato Heart», asta benefica organizzata da Vergato Arte e Cultura in occasione di quella che avrebbe dovuto essere l'undicesima edizione dell'iniziativa. «La nostra manifestazione spiega la presidente Giuditta Uliani era prevista a maggio e per il momento è rimandata. Ma abbiamo pensato di coinvolgere artisti che in questo momento sono attivi sul territorio. Verranno messe all'asta sculture, fotografie, illustrazioni, dipinti, e il ricavato sarà devoluto in beneficenza». Dalle 12 di domani alle 21 di lunedì sarà possibile partecipare a un asta organizzata sulla pagina Facebook di «Vergato Arte XI», dove verranno pubblicate le opere di una trentina di artisti con base d'asta di 50 euro e rilancio di 10 euro per ogni offerta.