Come un monolite, scuro, alto, con sotto uno spazio trasparente, di cristalli, che introducono dentro. E, sopra, la grande facciata nera, un'immensa lavagna, dove saranno scritti a caratteri luminosi più di settemila nomi di ebrei italiani uccisi tra il 1943 e il 1945. Tremila metri quadrati, dieci metri d'altezza, una sala conferenze da 150 posti e poi book-shop, caffetteria e biblioteca. Sarà così il museo della Shoah, progettato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini, che sorgerà a ridosso di villa Torlonia, su un terreno ora abbandonato, a poche decine di metri da dove abitava Benito Mussolini, il dittatore che firmò le leggi razziali. Ma il "segno" che colpirà di più chi lo visiterà sarà proprio l'enorme schermo nero come la pece e quei nomi che brilleranno. Poi tanti itinerari, a cominciare dal "percorso dei giusti" che introdurrà alla visita del museo. Una costruzione di soli tre piani, per cercare quasi di mimetizzarsi, in un luogo già popolato di presenze architettoniche storiche, come la Casina delle Civette con le sue vetrate liberty, la villa Torlonia, l'antico teatro. Vi saranno mostre permanenti sulla dolorosa storia della Shoah, altre temporanee e anche tanto materiale audiovisivo. In particolare si punta su una donazione che dovrebbe venire dal regista americano Steven Spielberg, che ha filmato i racconti sulle persecuzioni e sulla deportazione nei campi di concentramento fatti dagli stessi reduci. E tra queste testimonianze molte riguardano la storia del calvario degli ebrei italiani. I lavori dovrebbero cominciare al più presto e il tempo per realizzare l'opera, che costerà 6 milioni di euro, sarà di tre anni, alla fine dei quali Roma avrà un museo della Shoah, come quelli che già ci sono a Gerusalemme, Berlino e Washington. Per il 16 ottobre, data dell'anniversario della deportazione degli ebrei romani, arriverà in Consiglio comunale la seconda delibera del progetto, seguito personalmente dal sindaco Veltroni e portato avanti dall'assessore al Patrimonio Claudio Minelli. Ne è stata infatti già approvata un'altra che ha consentito di acquisire l'area e la cubatura che era prevista in concessione. Un edificio che era contestato dagli abitanti del quartiere e che sarà invece realizzato in una zona della Bufalotta dove è stato offerto in permuta un permesso di edificazione. In cambio si costruirà il museo, proprio accanto alle catacombe ebraiche di villa Torlonia. Ed ora con la seconda delibera si cambierà la destinazione d'uso del terreno dove sarà realizzata la struttura, gestita da una Fondazione creata dal Comune, dall'Associazione figli della Shoah e dalla Comunità ebraica, che tanto ha voluto un luogo che ricordi gli anni dello sterminio. «Ma questo museo» spiega Riccardo Pacifici, coordinatore del piano «racconterà anche la tragedia dei rom, dei Testimoni di Geova, degli omosessuali e di tutti coloro che sono stati vittime del nazifascismo»
Museo della Shoah, la luce di 7000 nomi
Il museo della Shoah sarà costruito a Roma, su un terreno abbandonato vicino a villa Torlonia, dove abitava Benito Mussolini. La struttura sarà progettata dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini e sarà dedicata alla memoria degli ebrei italiani uccisi tra il 1943 e il 1945. Il museo sarà composto da una grande sala conferenze, un book-shop, una caffetteria e una biblioteca, e sarà dotato di un'enorme schermo nero che mostrerà i nomi di oltre settemila ebrei italiani uccisi. I lavori dovrebbero iniziare presto e il museo dovrebbe essere completato entro tre anni, con un budget di 6 milioni di euro.
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