Entra Brugiavini. Due milioni di risparmi se Fondazione diventasse ente pubblico MESTRE. Il risanamento dei conti del museo M9 parte dallo snellimento del consiglio di amministrazione della società M9 District. Lo ha deciso ieri il consiglio Generale della Fondazione di Venezia riunito in videoconferenza per un lungo confronto con l'advisor Andrea Dossi della Dgm Consulting, la società milanese che negli ultimi mesi ha analizzato bilanci, dinamiche, governance, struttura e contratti di M9 e del gruppo Fondazione e che la scorsa settimana ha presentato un piano per ridurre le perdite di bilancio da 6,9 a 2,9 milioni di euro. La più urgente è semplificare i consigli di amministrazione di District (che segue la parte immobiliare e commerciale e che ha sette componenti nel cda con due amministratori delegati) e di Fondazione M9 (presidente e due consiglieri) riducendo tutto a soli tre componenti, uguali per entrambe: il presidente di Fondazione di Venezia, un amministratore delegato dedicato alla parte immobiliare e commerciale e uno che gestisca quella museale e didattica. «Il lavoro dell'advisor è stato molto apprezzato dal consiglio annuisce il presidente di Fondazione Giampietro Brunello Il confronto è stato approfondito in quattro ore di dibattito e ovviamente continuerà. Abbiamo convenuto che la centralità diventa della Fondazione, con dei consigli snelli per le società strumentali District e Fm9. Era nell'ordine delle cose, il rinnovo del cda di M9d, che scade quest'anno con l'approvazione del bilancio». La centralità della casa madre è innanzitutto politica ma anche amministrativa, con un'unica unità per amministrazione e controllo di Fondazione di Venezia che per Fondazione M9 e M9 District. La chiara divisione dei compiti tra queste due ultime e lo snellimento della governance farà risparmiare circa mezzo milione di euro l'anno, l'amministrazione unica altri 150 mila. Ma la parte più corposa, quasi due milioni di euro, arriverebbe da una diversa contabilità qualora la Fondazione diventasse un ente pubblico. Un punto da sempre nevralgico per le fondazioni bancarie, ieri molto discusso. Ma saranno decisioni che prenderà la prossima presidenza. A giugno saranno approvati i bilanci e a quel punto decadranno presidente e consigli di amministrazione. Gli organi in carica prenderanno solo le decisioni più urgenti e operative (snellimento cda, riassetto della struttura, semplificazione) e quelli futuri faranno le scelte strategiche. «Non possiamo aspettare che la soluzione cada dal cielo dice Brunello Noi, intanto, cerchiamo di portare avanti le iniziative. Non andrò a condizionare mio successore: è nelle regole del rispetto». L'altro aspetto strategico riguarda l'identità di M9: un museo puntato sulla formazione e rivolto alle scuole, oppure centro di sperimentazione tecnologica, o ancora showroom di contenuti multimediali. Intanto, ieri il consiglio ha nominato nuovo componente la docente di Economia Politica a Ca' Foscari Agar Brugiavini. Sostituisce Franco Gallo, il cui mandato è scaduto e che nella carica di vicepresidente viene sostituito da Marco Cappelletto, avvocato e consigliere in carica.