«Non abbiamo proprio idea di chi possa essere stato, è il primo episodio di questo genere, questa è una chiesa aperta a tutti». Per Don Fernando era quella che si dice una giornata "normale". Aveva aperto la porta della basilica di santa Maria in Domnica alle 7, come tutte le mattine. «È stato dopo, molto più tardi che ho visto arrivare i carabinieri, li ho visti scattare fotografie e verificare i danni subiti dalla fontana. Allora ho capito che era successo qualcosa e sono andato a vedere, è un episodio inquietante», Tutto deve essere successo in pochi minuti. Con un solo testimone: l'uomo che ha telefonato ai carabinieri e alla redazione del Messaggero per dire «qualcuno sta prendendo a martellate la Navicella». E poi aggiunto: «Due ragazzi a bordo di un'auto, li ho visti da lontano e non ho fatto in tempo a prendere la targa». La chiesa ha origini molto antiche. Come la fontana, secondo la leggenda un ex voto, una delicata riproduzione di una imbarcazione romana opera dello scultore Andrea Contucci, detto il Sansovino. La chiesa e la Navicella sono due "gioielli" distinti che si identificano l'uno nell'altro. «Ma non siamo noi ad occuparci della fontana - riprende il religioso - per tutti siamo la chiesa della Navicella». La fontana era stata restaurata e pulita poco tempo fa. È collocata proprio davanti alla basilica, in cima al Celio, il Colle che si affaccia sui ruderi della Roma Imperiale. Anticamente la chiesa era preceduta da un portico e cinque arcate, le colonne modellate da capitelli, gli stemmi medicei e la facciata semplice. Un tempo lontano questo angolo magico della città non era molto frequentato pur trovandosi nella direttrice che collega il Colosseo con i quartieri più moderni, sorti oltre le mura aureliane. «Un gesto contro di noi? Non credo proprio - esclude Don Ferdinando - ci siamo sempre sentiti tranquilli, non siamo mai stati minacciati. Fino a qualche tempo fa eravamo una chiesa in cui ci si veniva soprattutto a sposare. Ora abbiamo fatto una scelta pastorale, abbiamo riservato il sabato mattina e pomeriggio ai matrimoni e dato più spazio al resto. Abbiamo circa tremila fedeli, di vario ceto ed estrazione». La Basilica vive di fatto in simbiosi con Villa Celimontana. L'abitazione del portiere confina con la chiesa. «Io non ho sentito nulla eppure avevo le finestre aperte - spiega la moglie del custode - è stato un gesto assurdo, inspiegabile. La fontana era stata ripulita da poco e per tanto tempo è rimasta coperta». Sabato prossimo nella basilica è prevista la visita del cardinal vicario di Roma, Camillo Ruini. Il presidente della Cei officerà una messa per celebrare il ventesimo anniversario della Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo. Qualcuno forse dirà una preghiera per scoprire il mistero della Navicella ferita.