Crisi mondiale, condono fiscale, i limiti stessi della norma, potrebbero essere queste le ragioni per cui la legge sulle erogazioni liberali delle imprese per la cultura e lo spettacolo stenta ad affermarsi. Lo ha detto Anna Maria Buzzi degli Affari Generali del ministero dei Beni-attivita' culturali aprendo, oggi a Roma, il convegno 'Investire in cultura' che sara' concluso da Urbani. Nel 2002, ha ricordato Buzzi, il bilancio delle erogazioni e' stato di 15 milioni di euro, due in meno rispetto al 2001, ma e' aumentato il numero dei beneficiari, nonche' quello dei comuni coinvolti, passati da 27 a a 41, e delle regioni. La somma inferiore delle erogazioni, secondo Buzzi, e' da attribuirsi al difficile momento economico, che impone alle imprese di poter disporre di una maggiore liquidita', e "forse ha inciso il condono fiscale". Del resto, ha proseguito, le imprese hanno dimostrato in questi anni di non volersi troppo coinvolgere nel settore dei Beni culturali e anche i servizi aggiuntivi non hanno dato il ritorno sperato. A pesare di piu', ha detto Buzzi, sono probabilmente i limiti della norma, in quanto se viene superato il tetto di 139 milioni di euro, il ministero dei Beni culturali deve comunicare ai soggetti beneficiari quanto dovrebbero restituire al fisco (mentre le imprese detraggono completamente dal reddito l'intero investimento). Il che impone un accantonamento prudenziale del 37 e, per tale motivo, i tecnici del ministero indirizzano molti di questi soggetti verso altre soluzioni. "Alcune modifiche sono gia' state attuate con decreto dal ministro Urbani - ha concluso Buzzi - e ne saranno presto annunciate altre. L'ideale pero' sarebbe abbattere il tetto. Ma il ministero delle Finanze naturalmente non e' di questa idea".
Beni culturali: crisi e condono fiscale frenano mecenatismo
Il convegno 'Investire in cultura' a Roma ha visto Anna Maria Buzzi degli Affari Generali del ministero dei Beni-attivita' culturali parlare delle limitazioni della legge sulle erogazioni liberali delle imprese per la cultura e lo spettacolo. Nel 2002, il bilancio delle erogazioni era di 15 milioni di euro, due in meno rispetto al 2001, ma l'aumento del numero dei beneficiari e dei comuni coinvolti. La somma inferiore delle erogazioni è stata attribuita al difficile momento economico e al condono fiscale. Le imprese hanno dimostrato di non volersi troppo coinvolgere nel settore dei Beni culturali e i servizi aggiuntivi non hanno dato il ritorno sperato.
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