Innocenzo Cipolletta presidente di Confindustria Cultura Italia Il mondo della cultura sta pagando un prezzo elevato a questa pandemia, come e più di altri settori. Il blocco delle attività sta facendo scomparire tante piccole imprese, professionisti, operatori e tante persone che vivono di attività legate alla cultura. Confindustria Cultura Italia, che rappresenta questo ricco e articolato comparto attraverso gli editori di libri, i produttori e i distributori di musica, il cinema e l'audiovisivo, i gestori di attività museali, le imprese creative e tutte quelle attività che si collegano alla creazione e fruizione di prodotti culturali, ha avvertito da subito come la rete della cultura nel nostro Paese sia per sua natura fragile e necessiti di un forte sostegno in questa fase drammatica che sta vivendo il Paese. Ci siamo prontamente adattati alle norme eccezionali che sono state varate dal governo e riteniamo di massima importanza che tutti seguano queste misure. Ma è anche necessario pensare a come superare questa crisi mantenendo in vita le attività al fine di poter riprendere a operare quando ci saranno le possibilità, e speriamo che questo avvenga presto. Per sopravvivere abbiamo bisogno che le nostre attività siano mantenute nelle condizioni di poter pagare i lavoratori e le forniture necessarie, al fine di non generare un processo di impoverimento generale da cui sarebbe impossibile rialzarsi. Ecco allora che le misure che danno garanzie per i prestiti da parte della banche a imprese come le nostre sono di estrema importanza, così come sono importanti le richieste specifiche di liquidità per tutte le componenti del nostro mondo che abbiamo indirizzato al governo. Ma non possiamo pensare solo a sopravvivere a questa tempesta. Dobbiamo anche poter operare poi. E qui viene a proposito la proposta di Pierluigi Battista, lanciata su questo giornale, di creare un fondo per la cultura. Un tale fondo, che dovrebbe finanziare attività culturali, potrebbe anche garantire i debiti che le imprese culturali avranno dovuto accendere in questa fase e consentire loro di allungare le scadenze e riuscire così a ricostruire una capacità di crescita che questa crisi sta riducendo paurosamente. Così come ci uniamo all'appello dei dodici assessori alla Cultura di altrettanti comuni italiani al ministro Dario Franceschini di emanare subito provvedimenti specifici a sostegno delle industrie che creano cultura in Italia. Senza entrare nei dettagli possibili di tali iniziative, ci dichiariamo disponibili, come Confindustria Cultura Italia, a ragionare su come fare al meglio per il nostro comparto e per il nostro Paese. Il dibattito: la proposta di un Fondo nazionale d'investimento per proteggere il patrimonio culturale dalle conseguenze dell'emergenza Covid-19 è stata avanzata per la prima volta sul «Corriere della Sera» del 26 marzo scorso da Pierluigi Battista. Hanno rilanciato il tema numerosi interventi, compreso quello di Federculture, il cui appello, che si può sottoscrivere sul sito Change.org, ha già raggiunto 1.500 adesioni di personaggi della cultura e della società civile, così come di semplici cittadini. Il dibattito prosegue online su corriere.it
Il Fondo Cultura per proiettarsi oltre l'emergenza
Confindustria Cultura Italia, rappresentante del mondo della cultura, ha avvertito che la pandemia sta facendo scomparire piccole imprese e professionisti legati alla cultura. Il comparto richiede un forte sostegno governativo per sopravvivere e riprendere a operare. La società ha espresso la necessità di misure per garantire i prestiti da parte delle banche e di liquidità per le attività culturali. Inoltre, ha lanciato un appello per la creazione di un fondo per la cultura che potrebbe finanziare attività culturali e garantire i debiti delle imprese culturali.
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