Il mondo della cultura chiede più Art Bonus. Più grande e «valido per tutto». Gli assessori alla cultura chiamano, il ministro risponde. Dopo la lettera inviata dai 12 responsabili della cultura di 12 città strategiche, ieri si è svolto in video conferenza l'incontro con il titolare del dicastero Dario Franceschini per capire quale potrà essere una «cura cultura» in supporto ai lavoratori, alla micro e piccola impresa culturale, dando il via a un tavolo per la rinascita. All'ordine del giorno proprio le nuove misure di defiscalizzazione per le donazioni, tramite lo strumento dell'Art Bonus. A richiedere questo tavolo di ascolto è stata proprio Firenze con il suo assessore Tommaso Sacchi: «Quello di cui il nostro settore ha bisogno premette non è solo un provvedimento "cura città" in generale ma proprio un "cura cultura" in particolare, ovvero fondi direttamente correlati ai nostri bilanci di assessori alla cultura». Franceschi ha ascoltato e nei prossimi giorni vedremo se l'incontro avrà avuto i suoi frutti. «Il ministro ha dato risposte immediate all'emergenza, oltre a quelle già importanti presenti nel decreto del governo a inizio epidemia prosegue Sacchi Oggi gli abbiamo chiesto qualcosa in più: la possibilità di estendere l'uso dell'Art Bonus in uno spettro più ampio possibile di investimento. A oggi è destinato solo a provvedimenti strutturali e a specifiche categorie, per esempio è servito per i lavori di ristrutturazione del Biancone in Piazza della Signoria. Estenderlo come modello generale sarebbe un aiuto fondamentale alla causa della cultura a Firenze e in generale in Italia». I dodici assessori si sono detti «soddisfatti» del «confronto efficace e diretto» e per aver stabilito «un dialogo chiaro e costruttivo».