Secondo l'Osservatorio nei primi sette giorni in città sono stati annullati 1.100 eventi. Leon chiede a Roma di attivare un fondo. Poggio: in arrivo gli acconti 2020 Due milioni e 800 mila euro, 1.100 eventi annullati, 10 mila biglietti da rimborsare. È la perdita di musei, fondazioni, teatri, associazioni ed enti culturali di Torino: «Rischiamo la desertificazione di un intero settore», spiega l'assessora comunale Francesca Leon. I numeri arrivano dall'Osservatorio Culturale Piemonte, che ha sottoposto questionari a 200 soggetti in città. Lasso di tempo preso in considerazione: solo la prima settimana di chiusura delle attività per l'emergenza coronavirus, dal 24 febbraio al primo marzo. Per quanto riguarda i musei, i numeri parlano di 74 mila biglietti mancanti, pari a 500 mila euro di incassi persi; se si aggiungono le perdite legate alle attività delle scuole, al mancato affitto degli spazi e alle caffetterie, si arriva a un milione di euro. Se si guarda allo spettacolo dal vivo, invece, i mancati introiti ammontano a 750 mila euro per 180 spettacoli annullati, 120 repliche esterne cancellate e 2.800 biglietti da rimborsare. «E alla fine di tutto questo sottolinea Luca Dal Pozzolo, direttore dell'Osservatorio ci sarà una macchina da rimettere in funzione e nessuno può sapere quale sarà la reazione del pubblico». Ecco perché il vicepresidente del consiglio dem Enzo Lavolta chiede di scrivere tutti insieme un piano per la ripartenza, «che sia di supporto dal punto di vista tecnico, regolamentare e normativo. Non sarà facile spiega recuperare con l'adeguata gradualità l'aggregazione culturale». Mentre per la vicecapogruppo del Pd Chiara Foglietta «ci sono tante piccole realtà che tengono unito, vivo e attivo il nostro tessuto sociale e che non vanno lasciate indietro». Il Comune ha già sospeso, e rimandato al termine dell'emergenza, i canoni degli affitti per le no profit, ma la parte più grande del lavoro sta nel sollecitare il governo: «Il decreto Cura Italia continua Leon, che ha già chiesto un sostegno straordinario ai ministri con altri 11 assessori , non copre tutte le categorie. Ci sono precari che sono totalmente esclusi e rischiano la povertà assoluta, come i lavoratori autonomi che prestano opera senza partita Iva nella comunicazione e nella curatela, o gli intermittenti». Inoltre, l'assessora ha chiesto a Roma «di attivare un fondo da destinare direttamente ai Comuni, con una nuova normativa che ci consenta di finanziare le organizzazioni e non le attività, come succede ora: dobbiamo salvaguardare l'ecosistema nel suo insieme». Inoltre, sia Palazzo Civico che la Regione stanno saldando pian piano i contributi dei vecchi bandi. «Con l'approvazione del bilancio di martedì, grazie ai quasi 30 milioni di euro resi disponibili annuncia l'assessora piemontese Vittoria Poggio procederemo al pagamento dei saldi 2019 e all'acconto 2020. Un bilancio che stanzia, per la cultura, 132 milioni nel triennio».