È solo rinviata al dopo coronavirus l'attesissima grande mostra su Pompei che doveva aprirsi in questi giorni a Parigi al Grand Palais. «I pezzi sono già al museo, era tutto pronto per l'inaugurazione - spiega Massimo Osanna, direttore del famoso sito archeologico e curatore dell'esposizione - L'intenzione è di aprirla appena possibile, quando l'emergenza sanitaria sarà rientrata. Sono stati investiti tanto tempo e energie, è un lavoro di cui siamo molto fieri». La novità di questa mostra è la presentazione per la prima volta al grande pubblico delle scoperte recenti, in particolare quelle che nel 2018 hanno anche consentito di riconsiderare con maggiore precisione la data dell'eruzione del Vesuvio situandola piuttosto nell'ottobre del 79 dopo Cristo e non nell'agosto di quell'anno come si era ipotizzato. Tra gli oggetti inediti si potrà ammirare il cosiddetto «Tesoro della fattucchiera», un complesso straordinario di oltre un centinaio di monili e amuleti in pasta di vetro, avorio, osso, ambra e bronzo, oltre a un coniglio di marmo e un magnifico mosaico in vermiculatum raffigurante Arianna e Dioniso. Sarà presentata anche una selezione degli oggetti più iconici del sito provenienti dagli scavi precedenti: la famosa statua di Livia appartenente alla villa dei Misteri, oggetti della vita quotidiana, manufatti in bronzo, vasellame, candelabri, gioielli. Inoltre una delle sezioni della mostra sarà dedicata agli affreschi, una sorta di antologia della pittura pompeiana. Grazie a proiezioni e ricostruzioni in 3d realizzate in collaborazione con Gedeon Programmes, leader nel settore dei documentari archeologici, la mostra sarà «una passeggiata digitale immersiva» che parte con l'eruzione del Vesuvio, passando per la straordinaria avventura dell'archeologia con i primi scavi del 1748 e il riemergere dalle ceneri della città vesuviana fino agli scavi più recenti. Dopo l'anteprima parigina, l'esposizione sarà spostata a Pompei: «L'idea è di creare una sezione nel nostro Antiquarium e farne una mostra permanente inserendovi le scoperte dei nuovi scavi», osserva Osanna. E conclude: «Pompei a Parigi è la volontà di dare un segnale europeo a questa manifestazione. Pompei è parte integrante delle radici europee e la sua scoperta ha avuto un'influenza sulla cultura europea amplificata da tutti i punti di vista: dalla letteratura, all'arte e all'architettura».