Era uno dei «fari» della cristianità antica. E sta tornando piano piano alla luce. Procedono i lavori di restauro della millenaria abbazia cistercense di Badia a Settimo. E non è un caso se la frazione ha preso proprio il nome dell'antichissimo monastero, vero punto nodale del movimento monacale nel medioevo. Domenica prossima alle 18,30 sarà l'Arcivescovo di Firenze, cardinale Antonelli a celebrare la messa nella giornata che registrerà ufficialmente il ritorno alla cittadinanza di un altro pezzo dell'antica abbazia. Il parroco di Badia, don Carlo Maurizi, sta conducendo con determinazione una campagna per il completo recupero della struttura. Completo, perché l'obiettivo, oltre al restauro della parte già di proprietà della curia, sarebbe anche riunire le due ali dell'edificio sacro e riportare il tutto all'antico splendore. E domenica, sarà possibile «gustare» un altro passo avanti: il restauro delle mura fortificate, il ponte levatoio ritrovato mentre si scavava lungo il fossato, il parco, realizzato dove prima c'era un orto. «Il senso della celebrazione e della serata - ha detto don Carlo Maurizi - è tutto nel recupero di una preziosa memoria e di una identità, perché le opere dei padri possano nuovamente essere segno di sapienza cristiana e umanità in un contesto sociale e urbanistico spesso frantumato e caotico. La Badia è un patrimonio singolarissimo della civiltà europea cristiana,che deve essere salvato nella sua integrità, il lavoro di tanti anni si protende naturalmente verso la auspicata ricomposizione dell'intero complesso, nuovamente animato da una forte presenza spirituale. Senza questo impegno ciò che è stato fatto con enorme fatica, risulterebbe monco e infruttuoso». Buona parte dei restauri (quelli attuali, ma anche il refettorio dell'abate, gli affreschi nella cappella di San Quintino, la cripta, la sagrestia) sono stati possibili grazie al contributo dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze. Domenica sera, concelebrerà con il Cardinale, anche Monsignor Franco Croci della Santa Sede e saranno presenti: il presidente dell'Ente cassa, Edoardo Speranza, il sovrintendente al polo museale fio-rentinno, Antonio Paolucci, l'assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi, una rappresentanza del Ministero dei Beni Culturali. Nella seconda metà del X secolo, la Badia esisteva già, quando la terrà era di proprietà dei Cadolingi, nobili longobardi che avevano i loro domini in riva sinistra dell'Arno. Oggi l'antica struttura è pronta per tornare al fasto di un tempo. Una «perla» nel mezzo della zona industriale.
La millenaria abbazia ritrova i suoi ponti, anche quello levatoio
La millenaria abbazia cistercense di Badia a Settimo sta tornando alla luce grazie ai lavori di restauro. Il parroco, don Carlo Maurizi, sta conducendo una campagna per il completo recupero della struttura. Domenica prossima, l'Arcivescovo di Firenze, cardinale Antonelli, celebrerà la messa nella giornata che registrerà ufficialmente il ritorno alla cittadinanza di un altro pezzo dell'antica abbazia. I lavori di restauro includono la riunione delle due ali dell'edificio sacro, il recupero delle mura fortificate, il ponte levatoio e il parco.
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